Digitalizzazione in sanità: un risparmio di 7 miliardi di euro annui per lo Stato

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Agenpress. La digitalizzazione in sanità potrebbe portare a un risparmio per le casse dello Stato pari a 7 miliardi di euro. E’ quanto emerso oggi durante il convegno “Il ruolo dell’innovazione di processo e tecnologica nelle erogazioni delle prestazione sanitarie nel Servizio Sanitario Nazionale”, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma con la collaborazione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

La spesa complessiva per la digitalizzazione in sanità è stata nel 2017 di circa 1,3 miliardi di euro, l’1,1% della spesa pubblica, circa 22 euro a cittadino. Ma nonostante ci sia un trend di crescita, l’Italia resta indietro rispetto ad altri paesi europei. I Paesi scandinavi, come la Danimarca, investono 70 euro a cittadino, la Gran Bretagna ne investe 60 e la Francia 40.

I sistemi sanitari devono affrontare sfide complesse e nel contempo decisive. Ci si trova di fronte a problemi di sostenibilità, legati a diversi fattori quali il quadro economico e il mutamento epidemiologico e demografico. Ad esempio, la popolazione italiana over 65 è in forte crescita, rappresentando già oggi il 21,8 per cento del totale – uno dei dati più significativi nel mondo occidentale – e si proietta al 2051 a quasi il 35% della popolazione stessa. E nel contempo si assiste a un paradosso: l’aumento di terapie efficaci che non possono essere applicate a causa di mancanza di fondi adeguati.

Pertanto, dovrebbe essere importante innovare, dove l’innovazione deve portare a servizi maggiormente incentrati sulla persona. Si deve certamente passare, laddove le patologie lo consentano, dalla cura in ospedale a modelli di cure integrate. Le nuove tecnologie devono avere, quindi, un ruolo fondamentale per le diagnosi precoci, la promozione della salute, la medicina personalizzata.

“Una trasformazione digitale della sanità, non può essere un processo improvvisato, ma deve essere frutto di una strategia, che tenga conto di tutti gli ambiti di dove si può innovare: dalla gestione del paziente alla digitalizzazione dei processi. Per far questo si deve contemporaneamente valutare il grado e il livello di “maturità” digitale, nel caso Italiano, di Aziende Sanitarie e Regioni, per realizzare strategie efficaci.”- afferma Carla Cappiello, Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma.

Telemedicina, Big Data, Intelligenza Artificiale possono essere dei driver importanti di cambiamento, ma si deve avere chiara la strada da dover percorrere.

Durante il convegno sono intervenuti: Ing. Armando Zambrano, Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri, Ing. Carla Cappiello, Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Sen. Stefania Pucciarelli, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica; On. Enza Bruno Bossio, Segretario della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera dei Deputati, Sen. Maria Rizzotti, Componente Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica, On. Riccardo Zucconi, Componente Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo del Camera dei Deputati, l’ On. Alessandro Stecco, Presidente Commissione Sanità Consiglio regionale del Piemonte, Prof. Riccardo Fatarella, Docente – LUISS Business School, Ing. Angelo Valsecchi, Consigliere Segretario Consiglio Nazionale Ingegneri, Ing. Mauro Grigioni Responsabile del Centro Nazionale per le Tecnologie Innovative in Sanità Pubblica presso, l’Istituto Superiore Sanità, Prof. Eugenio Guglielmelli Prorettore alla Ricerca Università Campus Bio-Medico di Roma, Ing. Gennaro Sosto Direttore Generale – ASL Napoli 3 e Componente gruppo per la valutazione economico – gestionale dei servizi di telemedicina Istituto Superiore Sanità, Dott. Lorenzo Bartoletti Amministratore Unico Medical Line Consulting Srl, Ing. Davide Arcidiacono,Executive Vice President EPS Spa, Dott. Nicola Mangia Direttore Settore Pubblico DXC Technology Italia