In quanto uomo pensavi di esserne immune? No, il tumore al seno può colpire anche te

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Agenpress – È stato il coming out di Mathew Knowles, padre della cantante Beyonce, ad accendere i riflettori, qualche mese fa, su questa patologia, raccontando la sua esperienza e la sua lotta per sconfiggere questa forma di tumore che, anche se non tutti sanno, colpisce anche gli uomini.

Una storia che ci ha permesso, anche qui in Italia, di poter parlare di tumore al senoanche agli uomini, informando su sintomi, diagnosi e cura ma soprattutto aiutandoci a diffondere con forza un messaggio importante: la prevenzione. Anche l’uomo deve prendersi cura della propria salute e la prevenzione è fondamentale, non solo per questo tipo di malattia – dichiara Mario Rampa, Medico Chirurgo Senologo.

Una diagnosi tempestiva, infatti –prosegue Rampa– è importante e offre molte più chance di guarigione se la malattia viene riscontrata in tempo. 

Chi ne viene maggiormente colpito?

Pur se molto più raro rispetto al tumore al seno femminile, questa patologia colpisce circa l’1% degli uomini – 500 i casi in Italia nel 2019 – ma la sua incidenza è decisamente in aumento negli ultimi anni.

L’età più a rischio è tra i 60 e i 70 anni ma sempre più spesso si riscontrano casi sotto i 45 anni per i quali il fattore ereditario gioca un ruolo importantissimo.

Come nella donna, anche nell’uomo spesso sono gli ormoni a giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella crescita del tumore mammario.

Quali sono i sintomi? 

“Purtroppo non esistono sintomi o dolori nelle fasi iniziali– racconta il Dott. Rampa – ecco perché è fondamentale prestare molta attenzione ad alcuni campanelli d’allarme: dalla formazione di noduli che possono essere identificati al tatto, alla pigmentazione della pelle che appare più rossa nella zona fino al cambio di aspetto del capezzolo che si ritrae o sporge o che perde qualche goccia di sangue”

La diagnosi

Seppur il tumore mammario colpisca molti meno uomini rispetto alle donne– afferma Mario Rampa – si hanno molte meno possibilità di guarigione perché spesso quando viene individuato è già in una fase molto avanzata. Ecco perché è fondamentale una diagnosi precoce che permetta di identificare la patologia nelle sue fasi iniziali. 

Non esistono ad oggi screening preventivi specifici, ma sicuramente gli uomini, figli o fratelli di donne che hanno avuto un tumore al seno, dovrebbero fare il test genetico poiché potrebbero risultare portatori del gene mutato e quindi a rischio aumentato di sviluppare questa forma di cancro.

la prevenzione è in questo caso fondamentale perché– conclude Rampa – intervenire quando lo stadio del tumore è ancora alle fasi iniziali e ai primi stadi aumenta notevolmente le possibilità di guarigione”

Qual è la cura?

Anche per l’uomo la cura dipenderà da molti fattori come la posizione del tumore, la sua eventuale diffusione ad altri organi e le condizioni del paziente.

La chirurgia rimane una delle prime scelte, spesso possibile anche con interventi in day-surgery. In genere nell’uomo non si opta per una chirurgia conservativa(asportazione di parte del tessuto mammario) ma si procede con la mastectomiache rimuove tutto il tessuto già poco abbondante nell’uomo.

La radioterapia viene utilizzata raramente poichè l’intervento chirurgico è in grado di rimuovere già tutto il tessuto mammario.