Coronavirus. La Cina ricorda le vittime, anche Li Wenliang, il medico eroe

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Agenpress – La Cina si è fermata e ha onorato la memoria delle oltre 3.300 vittime del coronavirus e dei primi 14 ‘martiri’ caduti in prima linea nell’Hubei lottando contro la pandemia.

L’intero Paese s’è raccolto in silenzio alle 10 (le 4 in Italia) per 3 minuti e nell’aria sono risuonate sirene e clacson di auto. Il presidente Xi Jinping e i vertici di Partito comunista e governo, tutti con un fiore bianco sul petto, hanno tenuto una cerimonia alla Zhongnanhai, compound di Pechino della leadership, sostando in raccoglimento davanti alla bandiera nazionale cinese a mezz’asta.

Le sirene hanno cominciato a suonare, il traffico di auto, metro e treni si è interrotto, sono risuonate anche le sirene delle navi in omaggio alle 3.326 vittime dell’epidemia.

Nella città di Wuhan, focolaio iniziale del micidiale coronavirus, il personale dell’ospedale Tongji, quello che è stato in prima linea nella battaglia, è uscito all’esterno e si è schierato di fronte l’edificio: tutti con la testa chinata verso la struttura principale, alcuni con ancora indosso le tute protettive. Le immagini dei media statali hanno mostrato anche il presidente, Xi Jinping, circondato da alti funzionari, in piedi di fronte a un complesso governativo di Pechino.

Bandiere a mezz’asta anche a piazza Tiananmen nella capitale. La giornata è stata l’occasione anche per piangere i “martiri” del virus, un titolo onorifico assegnato dal governo a 14 operatori sanitari deceduti nella battaglia.Tra questi cé anche il medico eroe di Wuhan, Li Wenliang, che per primo diede l’allarme sui social della presenza di un nuovo tipo di coronavirus simile a quello che diede origine all’epidemia di Sars nel 2002, e che venne inizialmente censurato prima della riabilitazione postuma.

Il 4 aprile è il giorno in cui si ricordano i defunti in Cina, noto come il giorno della “pulizia delle tombe” (in cinese “qingming jie”): la ricorrenza è dovuta alla presenza del numero 4 ripetuto due volte nella data, il cui suono in cinese ( scritto “si”) è simile a quello della parola “morte”.