Coronavirus. La Cina non chiede scusa. Troppi dimenticano che è una dittatura comunista

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Agenpress – La Cina non si arrende. Piuttosto che chiedere scusa all’umanità intera, polemizza con gli Stati Uniti che hanno definito inattendibili i numeri sull’epidemia diffusi da Pechino. Come dar loro torto. Chi può mai credere che in Cina ci siano stati meno morti che in Italia? Ricordiamo che dalla Cina non sono state ancora fornite spiegazioni plausibili circa la consegna di urne cinerarie durata giorni e giorni, che tradisce un numero di persone decedute ben superiore a quello dichiarato.

La Cina non ha diffuso notizie tempestive

Ma soprattutto, la Cina non ha diffuso notizie chiare e tempestive sull’epidemia causando danni al pianeta intero. Le sue responsabilità sulla pandemia sono enormi. Bisognerebbe valutare l’opportunità di avviare un mega processo internazionale contro le autorità di governo cinesi. Dovrebbero pagare miliardi e miliardi di euro al mondo intero e questo non solo per quanto fatto oggi, ma per quello che fanno da sempre. Con la concorrenza sleale, con l’inquinamento che producono, con la vessazione nei confronti della popolazione determinata da una dittatura comunista bieca e repressiva. La Cina ha colpe gigantesche.

Per troppo tempo ha negato l’evidenza

Non è certo inviando qualche mascherina o qualche ventilatore, tra l’altro regolarmente pagati, che le autorità locali possono pensare di rifarsi una reputazione. Per troppo tempo e in troppe circostanze hanno negato l’evidenza, e questo è un fatto imperdonabile. Analoghe responsabilità le ha l’ambasciatore in Italia, che si è addirittura scomodato a richiamare chi ha detto e scritto la verità sull’ignobile comportamento della Cina, tra l’altro usando terze persone per far recapitare il messaggio. (tratto da laogai.it)

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