Mafia. Bruno Contrada risarcito con 670 mila euro per ingiusta detenzione

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Agenpress – La Corte d’Appello di Palermo ha liquidato a favore dell’ex 007 Bruno Contrada la somma di 667mila euro a titolo di riparazione per l’ingiusta detenzione patita nel procedimento penale. Su Contrada, assistito dall’avvocato Stefano Giordano del Foro di Palermo, si era pronunciata anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Successivamente era arrivata la sentenza della Corte di Cassazione. Nell’ordinanza la Corte d’Appello di Palermo scrive che la custodia cautelare subita da Contrada “è stata illegittima, in mancanza di una norma tipica perciò in violazione del principio di legalità”.

Contrada, 88 anni e mezzo, ancora lucidissimo e con una grande memoria, è stato arrestato nel Natale 1992 e ha trascorso 4 anni e mezzo in carcere e 3 anni e mezzo ai domiciliari. Due anni gli sono stati condonati per buona condotta.

Nel 2015 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva emesso una sentenza secondo cui Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo quanto osservava la Corte, “all’epoca dei fatti contestati, tra il 1979 e il 1988” il reato “non era sufficientemente chiaro e prevedibile”. Secondo la Corte c’era stata dunque una “violazione dell’articolo 7 della Convenzione”.

Contrada venne arrestato alla vigilia di Natale del 1992 e poi condannato definitivamente a dieci anni di carcere. Nel 2017 la Corte di Cassazione aveva revocato la condanna a 10 anni inflitta all’ex numero due del Sisde. I giudici romani avevano accolto il ricorso del legale di Contrada, Stefano Giordano, che aveva impugnato il provvedimento con cui la Corte d’Appello di Palermo aveva dichiarato inammissibile la sua richiesta di incidente di esecuzione. La Cassazione ha così dichiarato “ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza di condanna”.

Ci sono danni che non si possono ripagare con i soldi, sono danni irreparabili. Ed è quello che ho subito io. Non solo io. Ma anche la Polizia, i Servizi di sicurezza. Tutti noi abbiamo subito danni, chi economici, chi morali. Poi, a 88 anni e mezzo cosa me ne devo fare dei soldi? Io ho già la valigia pronta per andarmene, ho un piede nella fossa…” commenta Bruno Contrada.

“Mio figlio che era poliziotto è gravemente malato: un giovane che ha visto il padre, dirigente generale della polizia di Stato la stessa di cui lui indossava la divisa che per lui era un mito, arrestato e accusato di cose gravissime – dice il dirigente generale della Polizia di Stato in pensione, dopo aver appreso del risarcimento ottenuto – Mia moglie si è ammalata di cuore subito dopo il mio arresto. Ci può essere risarcimento? Spione, agente segreto, appellativi usati in questi anni per gettarmi fango addosso”.