Mes. De Petris (Leu). “Prestito senza condizioni per la parte sanitaria, ma non è chiara la restituzione”

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Loredana De Petris, senatrice di Leu

Agenpress – “Il governo è compatto nel chiedere all’Europa di mettere in campo strumenti eccezionali davanti a una crisi che è eccezionale. Il Mes è uno strumento che è stato utilizzato per la Grecia, che sta ancora pagando le conseguenze. Il Mes è stato pensato per crisi asimmetriche, qui ci troviamo di fronte ad una situazione completamente diversa. Italia, Spagna, Francia, tutti i Paesi del sud Europa sono nella medesima situazione. La cosa fondamentale in questo momento è che ci possa essere un intervento forte della Bce, oltre agli Eurobond o Recovery bond”.

Così Loredana De Petris, senatrice di Leu,  intervenuta ai microfoni della trasmissione di Radio Cusano Campus.

“La discussione sul Mes è rimasta assolutamente oscura perchè si dice che è un prestito senza condizioni per la parte sanitaria, ma in realtà non è ben chiaro quali sarebbero le condizioni della restituzione. Questo è il motivo per cui io non vedo di buon occhio l’utilizzo di questo strumento. Se fosse chiaro che non ci sono condizioni i dubbi non ci sarebbero, ma perchè uno dovrebbe continuare a chiamarlo Mes se non ci sono condizioni? Comunque noi dobbiamo andare a trattare in Europa e dobbiamo dimostrarci una maggioranza unita. La campagna che è stata fatta da Meloni e Salvini, con menzogne su menzogne, è sopra le righe. Un conto è il dibattito, altro sono le accuse”. 

Sulle misure economiche del governo. “Va detto che non c’è mai stato un intervento come questo. Ovviamente questi soldi non basteranno, adesso bisogna concentrarci sulla questione della liquidità perchè le banche stanno facendo dei problemi. E poi c’è un’altra questione, la partita dei professionisti su cui alcune casse previdenziali hanno risposto bene, altre hanno creato dei problemi. C’è però una fascia che è rimasta fuori da tutto, che è quella del lavoro domestico e poi il mondo dello spettacolo. Il nostro è un Paese in cui purtroppo il 30% dell’economia era sommersa e adesso è completamente sommersa. Quindi così come abbiamo utilizzato i 600 euro per gli autonomi credo che dovremo intervenire anche sulle fasce non coperte, dovremo fare un’ulteriore sforamento dei parametri del debito perchè ci sono ancora 3 milioni di persone scoperte”.

Sulla fase due. “La Lombardia prima voleva chiudere tutto, adesso vuole riaprire tutto. Bisogna essere prudenti e razionali, i dati non sono buonissimi. Spero che questa task force ci dia delle indicazioni rapidamente. Bisogna affrontare la riapertura settore per settore e studiare le condizioni per riprendere, c’è un problema di sicurezza e tutela dei lavoratori”.