Zaky. Ennesimo rinvio udienza. Amnesty chiede intervento ambasciatore Cantini

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Agenpress –  E’ stata rinviata per una settima volta, di nuovo “di una settimana”, l’udienza in cui deve essere deciso se prolungare di altri 15 giorni la custodia cautelare di Patrick George Zaky, lo studente egiziano dell’università di Bologna in carcere al Cairo con l’accusa di propaganda sovversiva.

Lo riferisce un suo avvocato Hoda Nasrallah, aggiungendo che anche questo rinvio è dovuto al coronavirus e ha riguardato tutti gli altri casi oggi all’esame del giudice.

Lo studente è detenuto dal 7 febbraio e un mese dopo vi era stato il secondo rinnovo quindicinale della detenzione: da allora, per tre volte a marzo e tre questo mese, da ultimo il 21, l’udienza è stata rinviata sempre a causa della pandemia di Covid-19 che in Egitto ha superato i 4.780 casi facendo quasi 340 vittime.

Nel Paese vige da un mese un coprifuoco serale-notturno, blocco dei cieli e la chiusura dei luoghi di aggregazione come ristoranti e moschee, in cui non sarà consentita la preghiera nemmeno durante il mese del digiuno sacro islamico del Ramadan iniziato venerdì. Fra le accuse a carico di Patrick, basate su un account Facebook che la difesa considera gestito da altri, vi sono “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”.

“Continuare a sperare in una decisione giudiziaria in una delle udienze ormai è inutile. Confidiamo piuttosto nell’intervento dell’ambasciatore Cantini che ha risposto positivamente alla richiesta di Amnesty International, Università e Comune di Bologna, garantendo il suo interessamento attivo al fine di ottenere un rilascio per ragioni di salute di Patrick”, commenta  Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

L’interessamento attivo dell’ambasciatore italiano al Cairo, Giampaolo Cantini, sollecitato nei giorni scorsi con una lettera, “è un segnale che ci dà ottimismo – aggiunge Noury – ma naturalmente chiediamo che l’ambasciatore prosegua i suoi contatti con le autorità egiziane per arrivare sollecitamente a questo sviluppo (il rilascio per motivi di salute) che riteniamo urgente e indispensabile”.