Lega. Sconcerto per notizie su messaggi tra toghe anti-Salvini. Il colloquio con Mattarella

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Agenpress –  “Sconcertante scoop della Verità, che riporta gravissimi messaggi tra magistrati contro l’allora vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ci appelliamo alla saggezza di Sergio Mattarella, anche in qualità di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, perché quanto riportato dal quotidiano è gravissimo e intollerabile: va preservata l’indipendenza della politica rispetto alla magistratura”.

Lo dicono i parlamentari leghisti Giulia Bongiorno, Nicola Molteni, Jacopo Morrone e Andrea Ostellari. “Salvini era ministro e vicepremier e ora è leader dell’opposizione. Numerosi magistrati di diverse correnti, secondo quanto emerge dagli atti del procedimento di Perugia contro Palamara, concordavano sulla necessità di attaccare Salvini e contrastare il decreto Sicurezza. Con quale serenità di giudizio sarà giudicato Salvini nel processo a suo carico che si celebrerà a Catania?”.

Matteo Salvini in una telefonata al presidente della Repubblica ha espresso il proprio stupore per le rivelazioni del quotidiano La Verità (preannunciando al capo dello Stato l’invio di una lettera), la preoccupazione per la situazione economica e l’amarezza per i pesanti attacchi di alcuni parlamentari della maggioranza di governo nei confronti della Lombardia duramente colpita dalla tragedia del Covid-19. Viene riferito da fonti della Lega.

L’articolo de La Verità dal titolo “La chat delle toghe su Salvini: Anche se ha ragione lui adesso dobbiamo attaccarlo” documenta uno scenario gravissimo: diversi magistrati nei loro colloqui privati concordavano su come attaccare la mia persona”. E’ un passaggio della lettera inviata da Matteo Salvini a Sergio Mattarella in cui il leader della Lega spiega al capo dello Stato che “è innegabile che la fiducia nei confronti della Magistratura adesso vacilla al cospetto delle notizie sugli intendimenti di alcuni importati magistrati”.