Lombardia. Procuratore Bergamo su zona rossa: “decisione era governativa. Stabilire responsabilità”

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Agenpress – “L’istituzione della zona rossa nella Bergamasca avrebbe dovuto essere una decisione governativa”. Queste le parole del procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, che coordina le indagini per epidemia colposa della Procura di Bergamo che riguardano in particolare la mancata chiusura del Pronto soccorso di Alzano, i morti nelle Rsa e la mancata istituzione di una zona rossa nella Bergamasca.

Nelle giornate di ieri e oggi sono stati sentiti come persone informate sui fatti l’assessore al Welfare Giulio Gallera e il presidente di regione Lombardia Fontana. “Ora la seconda tappa – continua Rota – sarà accertare se vi sia nesso di causalità tra i fatti come ricostruiti e gli eventi e, in caso affermativo, stabilire a chi fanno capo le responsabilità. Si tratta di indagini lunghe e complesse che richiederanno tempo”.

Poi la pm si rivolge direttamente ai cittadini: “Vi è da parte della popolazione bergamasca richiesta di giustizia e vi è il dovere nostro di accertare i fatti facendo la massima chiarezza su di essi, la cui valutazione sarà operata con particolare attenzione tenuto conto di tutte le particolarità della delicata situazione”, conclude Maria Cristina Rota.

“Prendiamo atto delle dichiarazioni della Procura di Bergamo che ci sembrano in linea con ciò che noi abbiamo sempre sostenuto, è un segnale significativo che la posizione della Regione Lombardia era corretta”, ha commentato  l’avvocato Jacopo Pensa, difensore del governatore Attilio Fontana,  dopo la testimonianza del presidente lombardo, del procuratore facente funzione Maria Cristina Rota, la quale ha spiegato che l’istituzione della zona rossa nella Bergamasca avrebbe dovuto essere “una decisione governativa.”

Le parole del procuratore Rota, secondo il legale Pensa, sono “un segnale significativo che la posizione della Regione Lombardia era corretta sia nell’interpretazione che nella percezione di quanto stava avvenendo. Erano arrivati i militari in zona e con ciò c’era la percezione che l’esecuzione dell’istituzione della zona rossa sarebbe stata in capo al Governo”.

Fontana, sentito come persona informata sui fatti per circa due ore in Procura, in linea con la precedente testimonianza dell’assessore al Welfare Giulio Gallera, ha ribadito che era “pacifico” che, nel pieno della pandemia, nella prima settimana di marzo, spettasse al governo decidere di isolare Nembro e Alzano Lombardo, cosa che poi non è avvenuta in quanto il governo ha trasformato tutta la Lombardia in zona arancione.