Tav: Romano (Siulp), a Chiomonte conferma che metodo protesta è eversivo

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AgenPress. L’operazione di sabotaggio attuato nei confronti dei mezzi della Polizia di Stato diretti al cantiere Tav di Chiomonte non può più essere inquadrata nella dialettica democratica di chi ritiene di voler protestare contro le decisioni assunte dalle Autorità democratiche per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità. L’utilizzo dei chiodi intrecciati in modo da avere tre punte per forare con certezza i pneumatici dei mezzi che conducevano poliziotti, carabinieri e finanzieri al cantiere della TAV non è più una semplice azione dimostrativa o di protesta. Essa, considerate le modalità e gli strumenti utilizzati – che ci riportano in modo inesorabile agli anni di piombo causati dal terrorismo – va considerata senza dubbio alcuno come un gravissimo atto terroristico contro lo Stato democratico e chi lo rappresenta.

Lo afferma Felice Romano, Segretario Generale del SIULP nel commentare il gravissimo attentato subito dalla colonna dei mezzi delle Forze di polizia che transitava in autostrada per raggiungere il cantiere di Chiomonte.

Se oggi l’asfalto di quelle strade non è intriso di sangue, come troppe volte è avvenuto negli anni di piombo per la bieca violenza della follia sovversiva che alimentava la protesta di quel periodo, è solo grazie alla professionalità e alla preparazione dei Colleghi addetti alla conduzione dei sette mezzi colpiti dal pericolosissimo stratagemma dei chiodi a forma di stelle. Ma questo ennesimo atto è la conferma che le aggressioni che si consumano quotidianamente in quei luoghi ai danni del personale delle Forze di polizia non sono la democratica e tutelabile protesta di chi, non condividendo le decisioni assunte dalle Autorità, vuole esternare il proprio dissenso in modo civile e democratico come la nostra Carta costituzionale prevede.

Ecco perché, nel rinnovare solidarietà e vicinanza ai Colleghi vittime di un siffatto vile attentato, ringraziandoli per il prezioso e delicato oltre che pericoloso servizio che diuturnamente assicurano, facciamo appello, alla società civile affinché condanni e prenda le distanze da questi delinquenti senza alcun tentennamento rammentando che gli anni di piombo ci furono proprio per il ritardo nel condannare e prendere le distanze dai terroristi dell’epoca, al Ministro Lamorgese e all’esecutivo tutto affinché si intervenga nel modo immediato ed efficace per fronteggiare questa assurda e cieca violenza che vuol far ripiombare il Paese negli anni bui dell’eversione.

Attendiamo ora un segnale chiaro e incontrovertibile nella convinzione che le esitazioni e i ritardi del passato abbiano insegnato a tutti che con chi fa della violenza la propria unica ragione di essere e di rapportarsi, vi è solo un modo per fermarli. Fermezza e nessuna esitazione.