Autostrade. Nessuna revoca, accordo per la transazione: entra Cdp, a Benetton quota sotto il 10%

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AgenPress – Trovata l’intesa su Aspi tra Atlantia e il governo,  ora andranno declinati meglio i dettagli ma uno schema di pre-accordo è stato definito. Ed è uno schema che riduce fin da subito sensibilmente la presenza di Atlantia nel concessionario e che nel lungo periodo potrebbe portare la holding infrastrutturale a rivestire un ruolo assolutamente marginale nella compagine azionaria.

L’accordo che prevede l’uscita graduale di Atlantia da Autostrade e l’ingresso di Cassa Depositi e prestiti.

Come comunicato da Palazzo Chigi, infatti, Cdp entrerà a stretto giro con un aumento di capitale, quindi è previsto l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali; nel qual caso “la cessione diretta di azioni Aspi” dovrà avvenire “a investitori istituzionali di gradimento di Cdp”, e potenzialmente questo potrebbe voler dire la discesa in campo di F2i con un fondo dedicato, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi; da ultimo è prevista la quotazione in Borsa della società a valle della quale la holding potrà valutare se smobilizzare ulteriori quote per aumentare il flottante. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione, pari all’88%, a Cdp e a investitori istituzionali di suo gradimento.

 Il governo rinuncerà definitivamente alla revoca della concessione ad Aspi solo a transazione completata, si legge nel comunicato emanato da Palazzo Chigi. “Il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo” si legge nel documento.

La nuova proposta di Autostrade per l’Italia portata sul tavolo dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è stata al centro della discussione e ha causato la sospensione del Cdm per quasi un’ora nel corso della notte. Il titolare di via XX settembre infatti insieme alla ministra delle Infrstrutture e trasporti Paola De Micheli ha esposto la proposta al premier Giuseppe Conte.

La discussione separata avrebbe fatto arrabbiare la responsabile dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, che ha espresso irritazione per il metodo utilizzato. Il punto di approdo è quello che prevede un’uscita dilazionata nel tempo di Atlantia da Aspi entro un anno, l’ingresso di Cdp e la quotazione della società in Borsa.

Sarebbe previsto un tempo che va da sei mesi a un anno per la conclusione del processo, diviso in due fasi: nella prima Cdp entrerebbe con il 51% e ci sarebbe lo scorporo che porterebbe il peso della famiglia Benetton tra il 10 e il 12%, soglia sotto la quale non si entra in Cda; nella seconda ci sarebbe la quotazione che dovrebbe portare a una società con un azionariato diffuso alto, fino al 50%, in cui potrebbero entrare nuovi soci, con un’operazione di mercato, abbassando ulteriormente il peso della famiglia Benetton.