Recovery fund. Approvata risoluzione per “migliorare” l’accordo. “Tagli inaccettabili”

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AgenPress –  Il Parlamento europeo, riunito in una plenaria straordinaria a Bruxelles, ha approvato con 465 sì, 150 no e 67 astensioni la risoluzione che esprime la sua linea sull’accordo raggiunto dai 27 leader Ue su Recovery fund e budget 2021-2027. Gli europarlamentari sottolineano nel documento che l’intesa raggiunta il 21 luglio “non è approvabile” nella sua forma attuale e spingono per alcune revisioni, a partire da alcuni dei tagli assestati alle voci di bilancio per i prossimi sette anni.

E tra i tagli Davide Sassoli considera non giustificabili ci sono quelli che riguardano i giovani: “Se vogliamo scommettere sulle nuove generazioni non possiamo tagliare le risorse del bilancio per la ricerca, i giovani, l’Erasmus. Se consideriamo, come ha fatto giustamente la presidenza tedesca, una necessità precisare la politica sull’immigrazione e l’asilo non possiamo tagliare i fondi. Abbiamo la necessità di aprire una negoziazione per arrivare a un quadro finanziario pluriennale più utile”.

“Noi avevamo detto che per quanto riguarda il piano di ripresa non dovevamo abbassare la soglia dei 750 miliardi – ha sottolineato Sassoli -, e questo è un risultato che consideriamo molto importante. A noi piacciono le riunioni in cui i capi di stato e di governo discutono, faticano a trovare una soluzione, perché questo è lo spirito della democrazia”.

Nel testo approvato, che servirà da mandato per i prossimi negoziati sul futuro finanziamento e sulla ripresa dell’Ue, il Parlamento accoglie con favore l’approvazione, da parte dei leader europei, del fondo di ripresa proposto dal Parlamento a maggio scorso, definendolo una “mossa storica per l’Ue”.

Tuttavia, i deputati si rammaricano “dei consistenti tagli apportati alla componente delle sovvenzioni” e chiedono il pieno coinvolgimento democratico del Parlamento nello strumento per la ripresa che al momento “non attribuisce un ruolo formale ai deputati eletti al Parlamento europeo”.

Sul bilancio a lungo termine dell’Ue (Quadro finanziario pluriennale – Qfp), i deputati criticano i tagli apportati ai programmi orientati al futuro poiché “mineranno le basi di una ripresa sostenibile e resiliente”. I programmi faro dell’Ue relativi a clima, transizione digitale, salute, gioventù, cultura, infrastrutture, ricerca, gestione delle frontiere e solidarietà sono a rischio di “un calo immediato dei finanziamenti dal 2020 al 2021”.

Inoltre, dal 2024, “il bilancio dell’Ue nel suo complesso sarà al di sotto dei livelli del 2020, mettendo a rischio gli impegni e le priorità dell’Ue”. Il Parlamento “deplora fortemente” il fatto che il Consiglio europeo abbia significativamente indebolito gli sforzi della Commissione e del Parlamento volti a difendere lo stato di diritto, i diritti fondamentali e la democrazia nel quadro del Qfp e del piano di ripresa.