Elezioni. Radicali: gravi sottovalutazioni del governo nell’organizzazione del voto e nel consentire il pieno esercizio del diritto di voto

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali italiani

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Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Italiani

AgenPress – Su oltre 36.000 cittadini in isolamento domiciliare causa Covid solo 1.820 hanno richiesto di poter esercitare il proprio diritto di voto attraverso il voto domiciliare. La misura studiata dal governo, ovvero l’estensione delle norme per il voto domiciliare, si è dimostrata del tutto insufficiente per assicurare parità di diritti a tutti i cittadini.

La poca informazione e l’onere tutto a carico dei singoli elettori, già provati dall’isolamento domiciliare, non hanno creato i necessari elementi di fiducia per far sì che l’opzione potesse essere esercitata almeno da una parte consistente di questi elettori. Se a questo aggiungiamo le difficoltà registrate nell’allestimento dei seggi, addirittura la cancellazione di alcune sezioni è evidente la grave sottovalutazione del governo nell’organizzazione di questa tornata elettorale. Il Referendum costituzionale non è un semplice passaggio burocratico bensì una consultazione sulla nostra carta costituzionale che avrebbe dovuto avere ben altro trattamento per consentire la massima partecipazione possibile.

Per questo consapevoli delle difficoltà che avrebbe comportato una consultazione sotto stato di emergenza sanitaria  avevamo proposto, inascoltati, di consentire ai cittadini l’esercizio del diritto di voto attraverso l’estensione del voto postale come già avviene in altri paesi evidentemente più avanzati dal punto di vista delle regole democratiche.

Basti pensare che in Germania il voto postale è in vigore dal 1957 e che alle ultime elezioni politiche oltre il 25% dell’elettorato ha utilizzato questo sistema per esprimere il proprio voto. La cosiddetta fase 2 avrebbe dovuto caratterizzarsi per il pieno ripristino dei diritti politici dei cittadini. Registriamo per l’ennesima volta quanto i partiti siano poco inclini al rispetto dello stato di diritto e dei principi basilari della democrazia.