Covid. Conte al Senato. “Niente lockdwon nazionale, limitare gli spostamenti”

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AgenPress – Giuseppe  Conte ha spiegato con una lunga informativa in Senato le misure di prevenzione e le regole entrate in vigore con il DPCM del 18 ottobre 2020, valide fino al 13 novembre 2020. Domani sugli stessi argomenti Conte è convocato alla Camera dei deputati a partire dalle 10.00.

Mentre è in corso il dibattito a palazzo Madama arriva l’ultimo bollettino dei contagi e mette i brividi: 15,119 nuovi positivi (4mila solo in Lombardia) e 127 morti. L’emergenza è grande soprattutto nelle grandi città: Milano, Napoli e Roma, “dove è saltato il tracciamento”, come ha ammesso il consulente del governo, Walter Ricciardi. “Ci troviamo come nel 1400 a Venezia, nonostante le tecnologie di cui disponiamo”.

 “Siamo consapevoli che ai cittadini chiediamo sacrifici. Ancora una volta siamo costretti a compiere una sofferta operazione. I principi che muovono oggi il governo sono sempre gli stessi, quelli che ci hanno permesso di superare la situazione nel passato: massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità”, ha detto Conte

Il nuovo decreto porta con sé misure più restrittive tra cui:

  • chiusura alle 24.00 per bar e ristoranti con servizio al tavolo e interruzione della consumazione al bancone dalle 18.00;
  • vietati gli sport di contatto amatoriali;
  • palestre e piscine restano aperte, salvo la verifica del rispetto dei protocolli nazionali di sicurezza;
  • forte spinta allo smart working nel settore pubblico e privato. Oggetto dell’informativa i motivi che hanno portato il Governo ad intervenire con la massima urgenza e i provvedimenti intrapresi per fronteggiare la seconda ondata e scongiurare il lockdown generale.

Matrimoni, battesimi, cresime e feste di laurea potranno svolgersi nei ristoranti con 30 inviati al massimo e nel limite di 6 persone per ciascun tavolo. Fortemente sconsigliate le feste private a casa per ogni ragione, specie se coinvolgono persone anziane o immunodepresse.

Resta la didattica in presenza ma con possibilità di orari flessibili per gli studenti delle scuole superiori. Per quanto riguarda l’Università, c’è l’invito a procedere in via telematica, ove possibile. Stanziati imponenti risorse per implementare il trasporto pubblico, soprattutto nelle fasce scolastiche.

Conte ribadisce l’importanza e l’obbligatorietà di indossare la mascherina all’aperto (tranne durante l’attività sportiva e la corsa) e la forte raccomandazione di indossare i presidi di protezione anche a casa se sono presenti parenti o amici non conviventi.

Già il DPCM del 13 ottobre vietava l’attività dilettantistica di base (salvo gli allenamenti individuali), principio ribadito dal successivo decreto del 18 ottobre 2020. Questo vale per calcio e derivati, basket, pallavolo, beach volley, balli di coppia e di gruppo e ogni altra disciplina dove è impossibile rispettare il distanziamento di almeno un metro.

Sagre e fiere sono vietate, a meno che non siano di carattere nazionale e internazionale. Invece convegni e congressi non potranno svolgersi in presenza ma solo in modalità da remoto.

“Bisogna sforzarci tutti a limitare il contagio, limitare gli spostamenti non necessari: se faremo questi sacrifici eviteremo interventi più gravosi. Sono fiducioso che avremo la serenità e l’impegno necessaria per superare”.

“Dobbiamo sforzarci tutti di ridurre le occasioni di contagio, di evitare spostamenti non necessari e attività superflue che potrebbero generare rischio. Se saremo disposti, oggi, ad affrontare questi piccoli sacrifici, domani riusciremo ad evitare interventi più rigorosi e, quindi, più penalizzanti. D’altra parte, sono stati soprattutto il senso di responsabilità e la consapevolezza di condividere un comune destino a consentirci, nella fase più acuta e imprevedibile della pandemia, di vincere la prima battaglia e di ritornare, anche con anticipo rispetto al previsto, alle abitudini di vita a noi più care. Sono fiducioso che l’intera comunità nazionale saprà esprimere, anche questa volta, la serietà, la forza d’animo e la determinazione necessarie a superare la difficile sfida che stiamo vivendo”.

“Voglio sottolineare che nei mesi successivi alla fase più acuta della pandemia non abbiamo mai abbassato la guardia: l’Italia è stata la nazione che per prima con coraggio e determinazione ha deciso di chiudere ed è stato il Paese più prudente anche nelle riaperture. Nonostante i tanti passi in avanti fatti non potevamo e non dovevamo considerarci in un porto sicuro, mentre il contagio nel mondo si moltiplicava”.