Il prefetto Francesco Tagliente parla di Rino Bsrillari Commendatore al Merito della Repubblica, co-fondatore della Fondazione Insigniti OMRI raccontando le loro storie parallele
AgenPress. Rino Barillari è una figura di rilievo nel panorama italiano, noto per la sua eccezionale carriera come fotografo e per il suo contributo significativo alla documentazione della storia del paese.
Co-fondatore della Fondazione Insigniti OMRI Barillari è stato insignito del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana, riconoscimento che onora non solo i suoi successi professionali ma anche la sua notevole storia personale.
Barillari ha trascorso oltre 60 anni immortalando momenti cruciali della storia italiana attraverso la sua macchina fotografica. La sua carriera è iniziata negli anni ’60, quando divenne noto come “The King of Paparazzi” per la sua abilità nel catturare immagini di celebrità, politici e eventi pubblici con uno stile unico e incisivo. Le sue fotografie hanno documentato eventi storici, trasformazioni sociali e cambiamenti culturali, offrendo una prospettiva visiva sulla storia contemporanea.
L’opera di Barillari è stata riconosciuta a livello internazionale, e numerosi premi e riconoscimenti hanno sottolineato la qualità e l’impatto del suo lavoro. Il titolo di Commendatore al Merito della Repubblica è solo uno dei tanti attestati di stima che ha ricevuto durante la sua lunga carriera.
Barillari è noto non solo per le sue abilità tecniche come fotografo, ma anche per la passione e la dedizione con cui ha svolto il suo lavoro. Ha saputo raccontare storie attraverso le immagini, spesso mettendosi in situazioni complesse e rischiose per catturare il momento perfetto.
Oltre al suo contributo professionale, Barillari ha avuto un impatto significativo anche dal punto di vista umano e sociale. Le sue fotografie hanno aiutato a sensibilizzare l’opinione pubblica su vari temi, offrendo una finestra su aspetti della società spesso trascurati. Influenza
Le immagini di Barillari sono state pubblicate sui principali giornali e riviste del mondo, contribuendo a formare l’immaginario collettivo e la memoria storica. La sua capacità di cogliere l’essenza di un momento e raccontare una storia attraverso uno scatto lo ha reso una figura centrale nella fotografia italiana e internazionale.
Il lavoro di Rino Barillari continua a ispirare nuovi fotografi e artisti, dimostrando come la fotografia possa essere uno strumento potente di narrazione e di documentazione storica. La sua dedizione e la sua visione hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo della fotografia e oltre.
Il mio rapporto con Rino Barillari nasce negli anni ’70, durante un periodo di grande fermento sociale e politico in Italia. Le nostre strade si sono incrociate tra le piazze incandescenti per le tensioni sociali, sui tetti delle città e nelle gallerie sotterranee, luoghi che divennero teatro delle nostre rispettive missioni: io, impegnato sulle Volanti e dalla Sala Operativa della Questura di Roma, e Rino, determinato a documentare ogni momento storico con la sua macchina fotografica.
Era un’epoca turbolenta, segnata da conflitti e trasformazioni, e spesso mi trovavo a caccia dei criminali più incalliti. Ogni volta che un evento critico scuoteva la città, era quasi inevitabile che Rino fosse già lì, pronto a catturare l’essenza del momento. La sua abilità di arrivare sul posto prima di chiunque altro, era sorprendente e dimostrava una dedizione ineguagliabile al suo lavoro. Ricordo vividamente molte di queste situazioni.
Mentre io facevo del mio meglio per ristabilire l’ordine e la giustizia, Rino si muoveva con agilità tra la folla, sempre con la macchina fotografica pronta. Era un maestro nel trovare l’angolazione perfetta, nel cogliere l’attimo fugace che avrebbe raccontato una storia intera. La sua presenza costante e la sua capacità di immortalare la realtà dei fatti aggiungevano un ulteriore strato di significato e importanza lavoro degli operatori di Polizia.
La nostra collaborazione, seppur non ufficiale, era basata su un rispetto reciproco e una comprensione profonda dei nostri ruoli. In ogni momento critico, Rino era lì. Non importava quanto fosse pericolosa o complicata la situazione, la sua documentazione avrebbe reso giustizia a ciò che stava accadendo. Il suo lavoro ha contribuito in modo inestimabile alla memoria collettiva del nostro paese. Le sue fotografie non solo documentavano gli eventi, ma catturavano anche l’anima di quei momenti, rendendoli immortali. Attraverso i suoi scatti, Rino ha offerto al mondo una finestra su un’epoca di cambiamenti e lotte, permettendo a tutti di comprendere meglio le dinamiche sociali e politiche del tempo.
Il rapporto di Rino Barillari, the King of Paparazzi con tutti gli operatori di polizia è stato segnato da una profonda ammirazione e stima. La sua capacità di documentare la storia in divenire, spesso rischiando la sua sicurezza, ha reso il lavoro di tutti più significativo. Ogni volta che ricordo quegli anni turbolenti, rivedo Rino, sempre presente, sempre pronto a immortalare la verità con la sua inconfondibile macchina fotografica.
Rino Barillari orgoglio anche degli insigniti della Fondazione OMRI che mi onoro di presiedere non è solo un fotografo eccezionale, ma anche una figura influente che ha contribuito significativamente alla comprensione e alla documentazione della società italiana e dei suoi cambiamenti nel corso degli ultimi decenni.
Lo scrive il prefetto Tagliente oggi sulla pagina Facebook ufficiale della Fondazione Insigniti OMRI.