Novak Djokovic: “Sinner e Alcaraz sono due fenomeni, ma si possono battere”

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AgenPress. Novak Djokovic osserva il nuovo tennis che avanza con rispetto, lucidità e una certezza che non lo ha mai abbandonato: per restare al vertice bisogna accettare la sfida. E oggi la sfida ha due nomi e cognomi ben definiti, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Due fenomeni che stanno riscrivendo gli equilibri del circuito, capaci di imporsi con continuità e personalità anche contro i più grandi. Ma per il serbo, che di grandi battaglie se ne intende, non esistono avversari imbattibili.

“Sinner e Alcaraz hanno un livello super, sono i giocatori più forti del momento”, ha ammesso Djokovic senza giri di parole. “Ma nel tennis nessuno è invincibile. Si possono battere, serve solo giocare il proprio miglior tennis nei momenti chiave”.

Parole che suonano come un avvertimento e allo stesso tempo come una dichiarazione di intenti. A 37 anni, con un palmarès che non ha bisogno di presentazioni, Djokovic non intende fare da spettatore alla nuova era. Anzi, riconosce nei due giovani rivali qualità straordinarie: la solidità mentale e la completezza di Sinner, l’esplosività e la fantasia di Alcaraz. Due stili diversi, stessa capacità di fare la differenza nei grandi match.

Il serbo sottolinea soprattutto la crescita dell’azzurro: “Jannik è diventato molto più consistente. Ha migliorato il servizio, la gestione dei momenti importanti e ora crede davvero di poter vincere contro chiunque”. Un riconoscimento pesante, che certifica l’ingresso definitivo di Sinner nell’élite del tennis mondiale.

Su Alcaraz, Djokovic parla di talento puro: “Carlos porta un’energia incredibile in campo. È uno di quei giocatori che può cambiare l’inerzia di una partita in pochi punti”. Ma anche qui, l’esperienza fa la differenza: “Contro di lui devi essere pronto a soffrire e a rimanere lì, punto dopo punto”.

La chiave, secondo Djokovic, resta una sola: la testa. “Nei grandi match conta come gestisci la pressione. Loro sono giovani ma già molto maturi. Io però so cosa serve per vincere le partite più difficili”.

Il passaggio di consegne, dunque, non è ancora completato. Sinner e Alcaraz rappresentano il presente e il futuro, ma Djokovic è ancora lì, pronto a dimostrare che il trono del tennis non si cede senza combattere. Perché il livello è super, sì. Ma la partita, almeno per ora, resta apertissima.

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