Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio per stalking e lesioni contro l’ex ministro Gennaro Sangiuliano

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AgenPress. Il Giudice dell’udienza preliminare (Gup) di Roma ha disposto il rinvio a giudizio dell’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, accusata di una serie di reati tra cui stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni. Le imputazioni sono tutte legate alla complicata vicenda personale e giudiziaria che l’ha vista contrapposta all’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Il processo è stato fissato per il 6 ottobre 2026 davanti al Tribunale di Roma, dopo che i magistrati della Procura capitolina, guidati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini insieme alle sostitute Giulia Guccione e Barbara Trotta, avevano chiuso le indagini con una richiesta formale di rinvio a giudizio.

Secondo l’accusa, le condotte contestate a Boccia sarebbero iniziate dopo la fine della relazione con Sangiuliano, all’epoca ministro della Cultura nel governo italiano. In base alla ricostruzione degli inquirenti, l’imprenditrice avrebbe messo in atto una serie di comportamenti «reiterati, ossessivi e di controllo penetrante» della vita privata, professionale e istituzionale dell’ex ministro, tali da causargli «uno stato di grave stress, ansia, dimagrimento e alterazione delle abitudini di vita».

Tra gli episodi contestati figurano: pressanti richieste di nomina o incarichi fiduciari al ministero, per giustificare la sua presenza negli uffici istituzionali. Tentativi di accedere al telefono personale di Sangiuliano, con richieste di consegna del dispositivo e delle password. Comportamenti tali da compromettere la figura pubblica dell’ex ministro.

Sul fronte delle lesioni personali, l’episodio più clamoroso contestato risale alla notte tra il 16 e il 17 luglio 2024 a Sanremo, quando Sangiuliano denunciò di essere stato colpito alla testa, ferita poi fotografata dallo stesso ex ministro.

Nel procedimento si sono costituite parte civile oltre a Sangiuliano e alla sua consorte, anche figure istituzionali, tra cui l’ex capo di gabinetto del ministero della Cultura, Francesco Gilioli. I legali delle parti offese hanno espresso soddisfazione per la decisione del Gup, sostenendo che il rinvio a giudizio «riabilita in parte l’immagine» dell’ex ministro e rappresenta un passo importante per il riconoscimento delle condotte contestate.

Gli avvocati difensori di Boccia, invece, hanno definito le accuse «infondate», sottolineando che la loro assistita rigetta ogni accusa di stalking e condotta illecita. In diverse dichiarazioni rilasciate durante le fasi preliminari, la difesa ha sostenuto che non esistono prove di persecuzione e ha criticato l’impianto accusatorio.

La complessa vicenda giudiziaria ha radici nell’estate del 2024, quando un esposto presentato da Sangiuliano portò all’apertura di un primo fascicolo per stalking e altri reati a carico di Boccia. Questo stesso caso aveva causato un ampio dibattito pubblico e istituzionale, culminato con le dimissioni di Sangiuliano dalla carica di ministro della Cultura.

L’inchiesta ha visto, nel corso dei mesi, anche una fase di indagini approfondite, inclusa una perquisizione nella residenza di Boccia a Pompei da parte dei Carabinieri, con sequestri di materiale elettronico.

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