Inaugurato il 33° anno accademico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma

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AgenPress. Una comunità accademica in crescita, chiamata a interpretare le trasformazioni del presente senza smarrire la propria identità. Con il tema “Educare l’intelligenza, coltivare l’umanità”, l’Università Campus Bio-Medico di Roma (UCBM) ha inaugurato il suo trentatreesimo anno accademico, in un momento di profondo rinnovamento del sistema universitario e di accelerazione dei cambiamenti sociali e tecnologici.

Il filo conduttore della cerimonia è stato il ruolo degli Atenei nel governare l’innovazione, formando nuove generazioni capaci di coniugare eccellenza scientifica e valori umani e cristiani.

Ad aprire la giornata è stato il presidente di UCBM e FPUCBM, l’ing. Carlo Tosti«In un mondo attraversato da cambiamenti molto rapidi vogliamo riportare l’attenzione sull’uomo e su ciò che lo caratterizza e lo rende unico: intelligenza e umanità. Due concetti che ci riportano all’essenza della nostra missione, la scienza per l’uomo, con l’obiettivo di formare persone e generare valore per la società».

La cerimonia

L’inaugurazione è stata preceduta dalla Santa Messa celebrata dal Cardinale Baldassare Reina, vicario generale della Diocesi di Roma. La cerimonia in Aula Magna, introdotta dai saluti del presidente Tosti e dell’AD e direttore generale Andrea Rossiha visto la partecipazione di oltre 500 presenti tra studenti, docenti, alumni, autorità e rappresentanti del mondo delle imprese, insieme a 20 tra rettori e delegati di altri atenei italiani.

In rappresentanza della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini è intervenuta l’on. Cristina Rossello, che ha sottolineato: “L’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 all’Università Campus Bio-Medico di Roma conferma l’importanza di un modello educativo in cui l’eccellenza scientifica procede di pari passo con la formazione umana.  Il ministro Anna Maria Bernini e il Ministero dell’Università e della Ricerca sostengono con azioni concrete il potenziamento della ricerca scientifica e della formazione di eccellenza, ponendo il merito al centro del sistema universitario italiano.  In un’epoca segnata da profonde transizioni tecnologiche, investire nelle Scienze della vita significa investire nel futuro del Paese. Educare l’intelligenza significa insegnare a governare la complessità senza smarrire il senso critico. È nostro dovere garantire a studenti e giovani ricercatori gli strumenti per essere non solo ottimi tecnici, ma cittadini consapevoli in un mondo sempre più interconnesso.  Il Ministero continuerà a sostenere con convinzione realtà come l’Università Campus Bio-Medico di Roma, capaci di trasformare il sapere accademico in impatto sociale e innovazione al servizio della persona”.

Innovazione e centralità della persona

Tra gli ospiti anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone, che ha richiamato il necessario equilibrio tra progresso tecnologico e dimensione umana: «Viviamo una fase storica straordinaria, segnata da trasformazioni rapidissime: dalla medicina di precisione all’intelligenza artificiale, dalle biotecnologie alla genomica, fino alla sanità digitale e ai big data. Mai come oggi l’innovazione corre veloce. Ma educare l’intelligenza non basta: occorre coltivare l’umanità. Perché la medicina non è mai soltanto un atto tecnico: è sempre una relazione. La scienza cura, ma è l’umanità che consola, accompagna, sostiene».

Un Ateneo con radici solide

Il tema scelto per l’anno accademico richiama l’attualità del progetto dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, ispirato alla fine degli anni Ottanta dal Beato Álvaro del Portillo e avviato nei primi anni Novanta da un gruppo di professionisti vicini all’Opus Dei.

Oggi l’Ateneo si presenta come una realtà consolidata e in crescita: l’offerta formativa comprende 16 corsi di laurea nelle aree di Medicina e Chirurgia, Ingegneria, Scienze e Biotecnologie, 31 scuole di specializzazione, ed una Academy con un’ampia proposta post-lauream. La struttura della ricerca può contare su 50 unità dedicate, mentre la comunità studentesca supera i 4.000 iscritti provenienti da 40 nazionalità, confermando la progressiva apertura internazionale dell’Università.

Nella sua relazione, il Magnifico Rettore, prof. Rocco Papalia, ha sottolineato: «C’è bisogno di più Università, non di meno». In un tempo in cui la tecnologia corre più veloce della nostra capacità di comprenderne le implicazioni e l’intelligenza artificiale interroga il senso stesso dell’umano, l’Università resta un presidio insostituibile di formazione, coscienza critica e responsabilità.

Al centro dell’intervento, le parole chiave che definiscono l’identità del Campus: servizio, multidisciplinarità, prossimità, selezione, internazionalizzazione e trasmissione.

«Servizio significa accompagnare gli studenti non solo nell’acquisizione di competenze, ma nella scoperta di un senso, custodendo il rigore del sapere senza piegarlo alla logica del profitto immediato». Richiamando il principio di “One Health”, il Rettore ha evidenziato come la salute debba essere compresa nella sua unità biologica, relazionale e sociale. «Le discipline non vivono una accanto all’altra, ma l’una dentro l’altra». Particolarmente forte il passaggio sulla prossimità: «Ogni paziente è nostro fratello, nostra sorella. La competenza tecnica è indispensabile, ma non basta. Occorre la capacità di stare accanto e condividere la fragilità». In conclusione, l’invito agli studenti: «Siate coraggiosi nello studio e fedeli ai vostri valori. Il mondo ha bisogno di professionisti competenti, ma ancora di più di donne e uomini integri, capaci di servire con intelligenza, responsabilità e umanità»

La strategia 2026-2030

Guardando al futuro, l’AD e DG Andrea Rossi ha delineato le direttrici di sviluppo dell’Ateneo: «Si è appena chiuso un 2025 molto rilevante per il nostro Ateneo. La traiettoria intrapresa ci pone in una straordinaria condizione di attrattività  ma impone anche crescenti responsabilità e competenze.
Dalla formazione integrale alla ricerca, dall’innovazione all’internazionalizzazione, dalla digitalizzazione al potenziamento dell’Academy UCBM: da qui passa il futuro dell’Ateneo e dei giovani che scelgono di crescere in un ambiente impregnato di valori cristiani  e ricco di relazioni umane.
Stiamo lavorando al piano strategico 2026-2030 con l’obiettivo di fare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma un polo dell’innovazione lungo tutta la sua filiera, restando saldamente ancorati ai valori fondativi che ci pongono al servizio delle persone e del bene comune».

La prolusione: l’oncologia come paradigma

La prolusione del preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Bruno Vincenzi, si è concentrata sull’evoluzione dell’oncologia: «L’evoluzione delle cure contro i tumori dimostra quanto l’intelligenza umana possa essere posta al servizio dell’umanità. In tremila anni l’oncologia è passata da un sapere empirico a una disciplina fondata sulla biologia molecolare e sulla medicina di precisione. Oggi disponiamo di strumenti avanzati come gli inibitori dei checkpoint immunitari, capaci di riattivare il sistema immunitario contro le cellule tumorali. Siamo in grado di combattere il male dall’interno con risultati impensabili fino a pochi anni fa. È la conferma della capacità umana di superare i limiti grazie alla cooperazione e alla generazione di nuovo sapere».

La voce degli studenti

A rappresentare la comunità studentesca è intervenuta Irene Sansoni, studentessa del quinto anno di Medicina e Chirurgia:

«Educare l’intelligenza significa trasformare la conoscenza in azione responsabile. Coltivare l’umanità significa riconoscere nell’altro una persona e sviluppare l’empatia. Se riusciremo in questo, non avremo soltanto completato un percorso di studi, ma contribuito a edificare una comunità accademica capace di incidere nel presente e orientare il futuro».

 Una comunità in crescita

L’Università Campus Bio-Medico di Roma conta oggi oltre 7.000 laureati attivi in quasi trenta Paesi, numerosi ricercatori nella top 2% mondiale, partnership con più di 300 aziende e collaborazioni con istituzioni pubbliche, enti di ricerca e multinazionali. Nel prossimo futuro sono previsti nuovi corsi di laurea, nuove strutture per gli studenti, ampliamento degli spazi didattici e per il personale, grande sviluppo della filiera dell’innovazione, eventi scientifici internazionali e ulteriori momenti di confronto tra comunità accademica, professionisti e imprese. Con un obiettivo dichiarato: rafforzare il ruolo dell’Ateneo come luogo in cui le idee nascono, i talenti crescono e la tecnologia resta sempre uno strumento al servizio della persona nella ricerca del bene comune.

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