Maurizio Pigozzi Presidente Aiop Lazio all’Italian Investment Council by Remind: “L’umanizzazione delle cure è una priorità strategica”

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AgenPress. Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.

L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.

Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Maurizio Pigozzi Presidente Aiop Lazio: “Ringrazio Paolo Crisafi e Remind per l’invito all’Italian Investment Council. Partecipare alla terza edizione dell’Italian Investment Council, presso lo spazio “David Sassoli”, ci impone una riflessione che supera i confini della gestione sanitaria per abbracciare una visione più ampia di sviluppo del Paese. Come AIOP Lazio, siamo convinti che la qualità della vita e la solidità del sistema economico siano direttamente proporzionali alla capacità di un territorio di prendersi cura dei propri cittadini. Investire nella salute oggi non significa solo allocare risorse, ma ridefinire un modello di convivenza fondato sull’umanizzazione e sulla centralità della persona.

Il mio impegno come Presidente, condiviso con tutto il Consiglio di Presidenza, è quello di rendere il concetto di “paziente al centro” la bussola di ogni nostra azione. L’umanizzazione delle cure non è un accessorio estetico del servizio sanitario, ma una priorità strategica. Significa riconoscere che dietro ogni cartella clinica c’è una biografia, una famiglia e una sensibilità che richiedono ascolto e rispetto.

Passare dalla frammentarietà dei percorsi alla presa in carico globale della persona significa integrare l’eccellenza scientifica con il valore etico della relazione. È un processo che richiede una revisione sostanziale dei modelli organizzativi, affinché la tecnologia e la digitalizzazione siano strumenti al servizio dell’uomo e non barriere che deumanizzano il rapporto di cura”.

 

 

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