AgenPress. “La decisione di aprire un fronte militare contro l’Iran rappresenta uno degli errori strategici più gravi degli ultimi anni. Non si tratta di un intervento necessario per la sicurezza internazionale, ma di una scelta politica miope che rischia di trascinare il Medio Oriente in una spirale di instabilità e violenza.
Chi ha sostenuto l’escalation militare ha ignorato una realtà evidente: l’Iran non è un attore isolato né un paese marginale. È una potenza regionale con alleanze, influenza politica e capacità militari diffuse in tutta l’area. Attaccarlo significa inevitabilmente allargare il conflitto, alimentando tensioni in Libano, Siria, Iraq e Yemen e mettendo a rischio la sicurezza di milioni di civili.
Ancora più grave è l’illusione che bombardamenti e operazioni militari possano risolvere questioni politiche complesse come il programma nucleare iraniano o gli equilibri strategici della regione. La storia recente dimostra esattamente il contrario: la forza militare non elimina i problemi, li radicalizza. Ogni missile lanciato oggi rende la diplomazia di domani più difficile.
A pagare il prezzo di questa irresponsabilità non saranno soltanto i popoli del Medio Oriente. Le conseguenze economiche e geopolitiche di una guerra contro l’Iran sono evidenti: rischio per la sicurezza energetica globale, aumento dei prezzi dell’energia, instabilità dei mercati e un ulteriore indebolimento degli equilibri internazionali.
Questa guerra non è una soluzione. È un errore politico, strategico e morale.
Continuare su questa strada significa scegliere deliberatamente l’escalation invece della diplomazia, il conflitto invece della responsabilità internazionale. È necessario fermarsi prima che il prezzo di questa scelta diventi irreversibile.
La comunità internazionale deve pretendere un immediato ritorno al dialogo, al negoziato e al diritto internazionale. La sicurezza globale non si costruisce con le bombe, ma con la politica, la diplomazia e il rispetto delle istituzioni internazionali.
Lo dice in una nota il presidente di Unione Cristiana, Sen. Domenico Scilipoti Isgrò.
