AgenPress. Il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo stralcio del personale non dirigenziale del Ministero della Giustizia, contiene la definizione di “famiglie professionali e relative competenze”, concordate in attuazione dell’art. 18 CCNL – Comparto funzioni centrali 2019-2021.
È stato così realizzato un nuovo ordinamento professionale, nel quale sono state racchiuse le principali funzioni di riferimento. Fra queste, particolarmente rilevante è quella di supporto alla giurisdizione che, abbandonata la ‘logica della mansione’, aderente a un modello organizzativo ormai esaurito, trova oggi la sua massima espressione nella ‘logica del lavoro per processi’.
La neonata ‘famiglia professionale’ assolve a tutti i processi di supporto alla giurisdizione, compresi quelli affidati agli Addetti all’Ufficio per il processo, da sviluppare in team al fine di ottimizzare l’organizzazione complessiva, contribuendo a creare nuove competenze trasversali.
Inoltre, grazie alle Linee guida sull’Ufficio per il processo, che come previsto dal dettato normativo saranno adottate dal Ministero, le attività svolte dall’Addetto Upp, collocato nell’Area III – Funzionari, saranno ulteriormente valorizzate e rafforzate.
Tale rimodulazione è il risultato di anni di lavoro congiunto e condiviso tra Ministero e OO.SS. firmatarie del CCNL. A tacere d’ogni altra polemica, la confluenza degli Addetti Upp nella Famiglia professionale dei servizi giudiziari è frutto della riorganizzazione del lavoro per processi e, pertanto, non incide né comprime le loro attività nell’ambito dell’Ufficio per il processo.
“È ferma la volontà dell’Amministrazione di non disperdere le professionalità degli Addetti Upp, bensì di preservarle e valorizzarle, rafforzandone il ruolo nell’ambito del nuovo ordinamento, applicandoli alle funzioni di cancelleria solo in via residuale e ove strettamente necessario. Sarà altresì garantita agli stabilizzati la permanenza nel proprio distretto e, ove possibile, a seguito degli esiti concorsuali, nella stessa sede di servizio” ha commentato il Viceministro Francesco Paolo Sisto, al quale appartiene la delega in materia di personale dell’organizzazione giudiziaria.
“In questa prospettiva virtuosa, va letto lo sforzo profuso dall’Amministrazione che si è adoperata, con risorse proprie, ad aumentare da 3.000 a 9.368 unità le stabilizzazioni del personale PNRR, nell’obiettivo, a risorse disponibili, di stabilizzare le restanti posizioni, che saranno mantenute in graduatoria per ben tre anni” ha così concluso Sisto.
