AgenPress. Il calcio italiano piange Evaristo Beccalossi, storico numero 10 dell’Inter e simbolo del calcio romantico degli anni Settanta e Ottanta. L’ex fantasista nerazzurro è morto nella notte a Brescia, la sua città natale, dove era ricoverato da tempo dopo il grave malore che lo aveva colpito nel gennaio 2025. Avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 12 maggio.
Per oltre un anno Beccalossi aveva combattuto contro le conseguenze di un’emorragia cerebrale che lo aveva costretto a un lungo ricovero e a settimane di coma. Negli ultimi mesi le sue condizioni erano rimaste critiche, fino al peggioramento definitivo avvenuto nelle scorse ore.
Nato a Brescia nel 1956, Beccalossi è stato uno dei talenti più estrosi del calcio italiano. Tecnica sopraffina, visione di gioco e dribbling elegante gli valsero il soprannome di “Dribblossi”, coniato dal grande giornalista Gianni Brera. Cresciuto calcisticamente nel Brescia, il salto decisivo arrivò nel 1978 con il trasferimento all’Inter, squadra con cui avrebbe scritto le pagine più importanti della sua carriera.
Con la maglia nerazzurra Beccalossi disputò sei stagioni indimenticabili, collezionando oltre 200 presenze e diventando uno dei beniamini di San Siro grazie al suo stile imprevedibile e geniale. Con l’Inter conquistò lo scudetto della stagione 1979-1980 e due Coppe Italia, lasciando un segno profondo nella storia del club.
Dopo l’esperienza milanese vestì anche le maglie di Sampdoria, Monza, Barletta e ancora Brescia, prima di chiudere la carriera nei primi anni Novanta. Nonostante il talento straordinario, non riuscì mai a trovare spazio stabile nella Nazionale maggiore, diventando nel tempo uno dei simboli dei “grandi esclusi” del calcio italiano.
La notizia della sua scomparsa ha immediatamente scosso il mondo del calcio. Tifosi, ex compagni e società sportive stanno ricordando in queste ore un giocatore capace di accendere la fantasia dei tifosi con colpi fuori dal comune, incarnando un’idea di calcio spettacolare e istintiva che oggi appartiene quasi alla nostalgia.
Con Evaristo Beccalossi se ne va non solo una storica bandiera dell’Inter, ma anche uno degli ultimi interpreti autentici del calcio d’autore italiano.
