Tassone: “Lo schema di riforma della legge elettorale procede verso approdi clamorosi che alterano definitivamente la Costituzione”

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AgenPress. La riforma del sistema elettorale sta avendo un’accelerazione. La presidente del consiglio ha sempre sostenuto che la modifica della Costituzione del premierato era la madre di tutte le battaglie.

Ora la strada di tale riforma è stretta e si punta all’ennesima modifica del sistema elettorale il cui impianto, predisposto dalla maggioranza, modifica di fatto la Costituzione con legge ordinaria,  così come è avvenuto con le precedenti leggi elettorati, che hanno creato un vulnus nella rappresentanza democratica con la nomina dei parlamentari. La politica e i partiti hanno subito modifiche “genetiche”. Oggi lo schema di riforma della legge elettorale procede verso approdi clamorosi che alterano definitivamente la Costituzione.

Infatti il premio di maggioranza alto con listini bloccati senza più i collegi uninominali sono passaggi di arretramenti ulteriori di una democrazia sempre più presunta, in cui partecipazione, rapporto tra rappresentanti e cittadini è solo formale.

La proporzionale è smentita da un premio alto e la Costituzione viene snaturata quando si prevede che nelle liste, pena la decadenza, venga designato il nome del presidente del Consiglio.

Le prerogative del Presidente della Repubblica, previste dell’art. 92, che nomina il presidente del Consiglio e su proposta di questi, nomina i ministri, viene svuotata. Siamo alla snodo in cui l’impianto costituzionale è sterilizzato.

Il Presidente della Repubblica, che sta operando con saggezza, senso dello Stato nella difesa della Costituzione, saprà evitare un attentato clamoroso alla Carta Fondamentale della Repubblica.

C’è uno scollamento generale nel perseguire il bipolarismo in un’alternanza conclamata in cui vince, prendendo tutto, lo schieramento che ha vinto anche per un voto in più. Si dice che bisogna conoscere il vincitore dopo lo spoglio.

Le urne hanno prodotto nel passato schieramenti bipolari di movimenti eterogenei e diversissimi. Dal 1994 in poi vi sono state legislature a termine e governi precari. La eterogeneità degli schieramenti attuali, sia quello della maggioranza che dell’opposizione, sono palpabili.

Nella cosiddetta prima repubblica gli schieramenti erano omogenei.  I valori, i principi ispiratori, erano gli elementi decisivi per convergenze. L’agibilità democratica e la politica venivano garantiti da un centro di riequilibrio e di moderazione distante da visioni e da spinte estremiste.

I governi centristi liberali dell’immediato dopo guerra e quelli successivi nati dalla alleanza tra democratici cristiani, progressisti, socialisti riformisti hanno assicurato la fedeltà alle libertà civili.

La nostra Costituzione ha iniziato a subire trasformazioni sostanziali nel 2001 con la modifica del titolo V della Costituzione, fatta dalla sinistra con la Lega favorevole. Una innaturale alleanza!

Era l’inizio di una resa a fenomeni anti sistema che hanno umiliato il Parlamento, portato avanti da movimenti come i grillini con la complicità di una sinistra senza visione. Oggi sulla bozza della legge elettorale c’è sostanziale sintonia tra maggioranza e opposizione.

I poli estremi convergono perché si allarghi il deserto in cui non ci sia una area moderata che contrasti l’antipolitica e il pressappochismo autoreferenziale. Vi è un clima dominato da cambiamenti di tanti senza fissa dimora. Un grigiore che dissipa passioni e oscura ideali. Una crisi di prospettive.

Se Vannacci diventa riferimento sostenendo tesi distanti mille anni luce dalla nostra cultura è la fine.

Se il moto eversivo degli anni ’90 ha prodotto, in una eterogenesi dei fini, un generale, che nel vuoto languido di un presente senza emozioni, riscrive la storia del Paese, significa che stiamo vicini al baratro.

Le tante anime belle che si sono affannate a svuotare conquiste civili, saccheggiando illusioni e speranze, oggi possono fermarsi difronte il vuoto e riprendere il cammino interrotto della democrazia.

C’è il coraggio?

E’ difficile, ma non bisogna disperare se prevale la volontà di ritrovare nel profumo della libertà la forza per riprendere il cammino interrotto e ricostruire!

Mario Tassone (ex deputato della Repubblica Italiana – già vice Ministro).

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