AgenPress. Questo Governo ha cercato di offrire a chi è pronto a mettersi in gioco, a chi si rimbocca le maniche, una serie di strumenti per non sentirsi solo nelle sfide quotidiane, un impegno che abbiamo rispettato anche nell’ultima Legge di Bilancio che ha rifinanziato la nuova Sabatini, ha garantito stabilità e continuità alla Zona Economica Speciale unica per il Sud, che sta dando ottimi risultati e che oggi valutiamo di estendere a tutto il territorio nazionale almeno per la parte di semplificazione che è fondamentale.
Ha confermato la super deduzione del costo del lavoro, reintrodotto una misura efficace e apprezzata dalle imprese come l’iperammortamento, ma è un impegno che abbiamo declinato anche nella prima Legge annuale sulle piccole e medie imprese, provvedimento che era atteso da oltre dieci anni, che da poco ha concluso il suo iter parlamentare, testo articolato che affronta diverse questioni decisive come la riforma dei confidi a cui intendiamo dare rapida attuazione per rimettere al centro le esigenze delle imprese e dei lavoratori, vogliamo abbassare i costi, dare nuove garanzie, introdurre strumenti concreti affinché l’accesso al credito, soprattutto per le piccole e medie imprese non sia più un percorso a ostacoli e sottoscrivo quello che il Presidente Sangalli diceva sul futuro del nostro sistema bancario.
Penso anche alle norme che abbiamo costruito per difendere il valore strategico delle filiere italiane, come l’estensione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali alle operazioni di acquisizione di imprese della filiera in difficoltà da parte di aziende titolari di marchi storici. L’obiettivo anche qui è chiaro ed è preservare quel patrimonio di conoscenze che ci rende unici e che noi non possiamo permettere vada disperso.
Ed è la ragione per cui sempre nella stessa Legge abbiamo previsto incentivi per promuovere il ricambio generazionale e la trasmissione delle competenze da una generazione all’altra, i lavoratori prossimi alla pensione possono beneficiare di un esonero contributivo e di un’integrazione del reddito se l’azienda in cui lavorano assume giovani under 34, un vero e proprio patto tra generazioni per valorizzare chi ha lavorato una vita, offrire nuove opportunità ai giovani, tramandare a chi verrà dopo di noi saperi, e le competenze che fanno grande un pezzo del nostro sistema produttivo e perché, come correttamente ricordava il Presidente Sangalli, noi abbiamo una emergenza che si chiama giovani generazioni, che si chiama sicuramente capacità di offrire maggiori e migliori opportunità alle energie migliori che abbiamo e dall’altra parte la necessità che abbiamo di ribaltare quella emergenza demografica che diventa uno dei nostri più grandi problemi economici. Non è solamente un tema importante che è dare continuità alla nostra storia, alla nostra identità, alla nostra civiltà, è un tema di tenuta del nostro welfare, è un tema di tenuta del nostro stato sociale se noi non invertiamo i dati sulla demografia.
Questo Governo ha lavorato molto anche su questo, non ricordo tutti i provvedimenti, lavorando particolarmente sulle mamme lavoratrici perché il messaggio che abbiamo tentato di dare è che i figli non sono un ostacolo all’affermazione, e che la vera libertà per una donna risiede nel non dover scegliere tra mettere al mondo un bambino e poter avere una carriera come la sogna e come la merita. E allora il lavoro che abbiamo fatto sui congedi parentali, sugli asili nido, il lavoro che abbiamo fatto sulla decontribuzione delle mamme lavoratrici servivano a dare esattamente questo messaggio, ma signori non lo risolveremo solo con gli incentivi, il problema è anche culturale. Per troppi anni noi abbiamo raccontato che i figli sarebbero stati un ostacolo per l’affermazione delle donne e per l’affermazione delle famiglie. Allora sì, serve mettere in piedi tutti gli strumenti che sono necessari a competere ad armi pari e serve anche una rivoluzione culturale che ci ricordi quanto sia importante per noi, per il nostro futuro, per la nostra Nazione, per l’economia della nostra Nazione, per la tenuta del sistema sociale che abbiamo costruito e che la nostra civiltà ha costruito, ribaltare i dati drammatici che viviamo sulla demografia.
