Confcommercio. Meloni: “La ricchezza non la fanno i governi, non la fanno le leggi, non la fanno i decreti. La ricchezza la fanno gli imprenditori”

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AgenPress. La ricchezza non la fanno i governi, non la fanno le leggi, non la fanno i decreti.

La ricchezza la fanno gli imprenditori con i loro lavoratori e quello che devono fare le leggi, i decreti e la politica, è cercare di accompagnare e consentire che quelle persone possano lavorare al meglio delle loro potenzialità. Abbiamo cercato di interpretare così il nostro lavoro, sostenendo il vostro dinamismo, la vostra intraprendenza, per mettervi nelle condizioni di lavorare nelle migliori condizioni possibili.

Ci sarebbero molte cose da ricordare da questo punto di vista, penso sicuramente agli sgravi per le assunzioni di under 35 a tempo indeterminato, la detassazione delle mance e dei turni notturni e festivi, penso alle staff house per il personale, penso agli strumenti studiati per le piccole e medie imprese per migliorare le strutture, penso alle misure per combattere l’abusivismo, difendere chi lavora onestamente e paga le tasse. Misure concrete a cui ne sono seguite tante altre in questi anni, molte delle quali indirizzate verso uno scopo fondamentale, che era sostenere l’ossatura del nostro tessuto economico produttivo, ovvero la piccola e media impresa.

Io ricordo tra queste l’innalzamento a 85 mila euro di fatturato della soglia per accedere al regime forfettario, l’estensione del concordato preventivo biennale alle piccole e medie imprese e alle partite IVA, il contrasto al fenomeno odioso delle attività apri e chiudi, ovvero quelle attività – molto spesso gestite da extracomunitari – che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le tasse poi chiudendo e riaprendo sotto un altro nome. Finora ne abbiamo chiuse d’ufficio 24.000, un risultato secondo me importante per lo Stato ma certamente più importante per gli imprenditori onesti di questa Nazione che pagano le tasse e non meritano di subire la concorrenza sleale di chi magari, dopo essere entrato illegalmente in Italia, si mette pure a farci concorrenza sleale. Non si può fare, non si può fare. E stiamo anche su questo rispondendo perché il messaggio che vogliamo lanciare a tutti è che questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole atteso che, come ricordava il Presidente Sangalli, senza regole non c’è mercato, senza mercato non ci sono imprese sane e non c’è crescita.

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