AMSI-UMEM-UXU: Difendere la sanità universalistica della Toscana con due proposte operative su salute mentale, carcere e integrazione

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Foad Aodi-Abukar Aweis Mohamed: «La tutela della sanità pubblica passa da competenze, prevenzione e collaborazione istituzionale. La Toscana può diventare un modello nazionale. Nel 2026 si apre la seconda stagione della nostra rete, dopo 25 anni di attività e oltre 1.355 iniziative in Italia e all’estero»


AgenPress. Difendere la sanità universalistica della Toscana offrendo soluzioni concrete contro le nuove emergenze, a partire dalla salute mentale e dalla gestione delle marginalità. È questo il tema al centro del confronto aperto dalle linee programmatiche illustrate dall’assessora regionale alla Salute, Monia Monni, che pongono al centro la tutela del sistema sanitario pubblico in una fase caratterizzata da forti pressioni economiche, organizzative e sociali. Su questi temi interviene la rete associativa composta da AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali, CO-MAI – Comunità del Mondo Arabo in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, AISC_NEWS – Agenzia Mondiale Britannica Informazione Senza Confini e dal Movimento Internazionale Uniti per Unire, che riflette sull’attuale scenario sanitario ribadendo come la difesa della sanità pubblica debba essere accompagnata da proposte operative, competenze multidisciplinari e una visione internazionale della salute. «Condividiamo pienamente la visione dell’assessore Monni: la cura è un diritto inalienabile e la sanità pubblica va difesa con ogni mezzo», dichiara il Coordinatore regionale Toscana per AMSI-UMEM e Uniti per Unire, Dott. Abukar Aweis Mohamed, attivo anche come criminologo clinico sul territorio.

«Ma per farlo è necessario accendere un faro su un risvolto drammatico e invisibile della crisi dei servizi: l’impennata della violenza sommersa, dagli abusi intra-familiari alla trascuratezza sugli anziani, fino ai disagi giovanili non intercettati. L’inaccessibilità alle cure e la carenza di presidi sul territorio agiscono come moltiplicatori di marginalità, scaricando tensioni insostenibili sulle famiglie più fragili. Per disinnescare queste derive prima che sia troppo tardi è urgente strutturare percorsi mirati di educazione alla non violenza e strumenti preventivi di gestione del conflitto».

Di fronte a un sistema sanitario regionale che la stessa assessora definisce sotto forte pressione a causa dei limiti del Fondo Sanitario Nazionale e dei pesanti rincari congiunturali, la ricetta per ottimizzare i servizi senza gravare sulle tasche dei cittadini esiste già ed è sostenibile. I dati del XXV Rapporto annuale INPS confermano infatti che oggi un lavoratore dipendente su sette in Italia è straniero. «Dobbiamo superare gli slogan ideologici come la cosiddetta “remigrazione”», continua il Coordinatore. «La priorità deve essere il contrasto fermo all’immigrazione clandestina, al lavoro nero e al caporalato. Al contempo è vitale valorizzare l’immigrazione qualificata, fondata sul principio dei diritti e dei doveri: i professionisti della salute di origine internazionale che rispettano le regole e mettono a disposizione elevate competenze rappresentano una risorsa preziosa e già pronta per sostenere il Servizio sanitario nazionale». Per questo motivo vengono presentate due azioni programmatiche pensate come proposte operative da mettere subito a disposizione del nuovo Direttore Generale della sanità toscana, Dott. Marco Torre, in vista delle riforme strutturali annunciate dalla Regione.

TASK FORCE TRANSCULTURALE IN CARCERE (FOCUS SOLLICCIANO)

Istituire una rete multiprofessionale e multidisciplinare di esperti di origine internazionale per supportare le ASL e gli enti locali nella gestione delle fragilità psichiatriche e delle doppie diagnosi nei contesti detentivi. L’obiettivo è abbattere le barriere linguistiche e culturali che ancora oggi ostacolano la terapia, la riabilitazione e i percorsi di reinserimento sociale.

COMPETENZE TRANSCULTURALI NELLE CASE DI COMUNITÀ

Inserire specialisti con competenze transculturali nei servizi territoriali di prossimità per rafforzare la presa in carico dei disturbi mentali, garantire la continuità assistenziale dopo la detenzione e rendere più efficace l’utilizzo delle risorse regionali, senza nuovi oneri per il bilancio pubblico. Le proposte si inseriscono nel percorso avviato dalla rete attraverso il Manifesto politico “Unione per l’Italia”, il Manifesto delle Buone Immigrazioni e il Manifesto della Buona Sanità Internazionale, documenti programmatici che promuovono una sanità fondata su integrazione, qualità professionale e cooperazione.

FOAD AODI: “UNA RETE ASSOCIATIVA AL SERVIZIO DELLA SANITÀ PUBBLICA”

A nome della rete associativa interviene il Prof. Foad Aodi, medico f isiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, Presidente di AMSI e del Movimento Uniti per Unire, Direttore di AISC_NEWS e membro del Registro Esperti FNOMCeO, quattro volte consigliere dell’OMCeO di Roma, docente dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, membro della FNSI – Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dell’Associazione Stampa Romana. «Le proposte presentate dal Coordinamento della Toscana confermano il contributo che la nostra rete associativa mette quotidianamente a disposizione delle istituzioni sui temi della sanità, dell’integrazione e della salute globale. È necessario continuare a lavorare insieme, valorizzando le competenze e trasformando le esperienze maturate sul territorio in proposte operative concrete.»

PIÙ SELEZIONE, PIÙ QUALITÀ, PIÙ FORMAZIONE

«La nostra esperienza associativa di oltre 25 anni ci porta oggi ad aprire una nuova fase. Troppo spesso il mondo associativo viene coinvolto soltanto nei momenti elettorali. Per questo vogliamo selezionare con maggiore attenzione gli interlocutori istituzionali, partecipare esclusivamente a iniziative di alto livello e rafforzare ulteriormente il lavoro della rete associativa e dei movimenti. Parallelamente svilupperemo la Scuola Politica “Unione per l’Italia”, con l’obiettivo di contribuire alla formazione di una nuova classe dirigente fondata su competenza, merito e dialogo interculturale.» «La tenuta del nostro modello sanitario passa dal merito e dall’impiego di competenze transculturali, ormai decisive per affrontare vulnerabilità sempre più complesse», conclude il Coordinatore regionale Abukar Aweis Mohamed. «La nostra rete rinnova la piena disponibilità a collaborare con l’Assessorato e con i nuovi vertici tecnici della sanità toscana guidati dal Dott. Marco Torre per definire modelli operativi agili, capaci di offrire risposte immediate e strutturate ai bisogni dei cittadini.»

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