AgenPress. Una trentina di voti scomparsi nel segreto dell’Aula e una maggioranza costretta a fare i conti con il caso dei franchi tiratori. È il retroscena che agita il centrodestra dopo la bocciatura, per un solo voto, dell’emendamento sulle preferenze nell’ambito della riforma della legge elettorale. Secondo le ricostruzioni circolate negli ambienti parlamentari, sarebbero circa trenta i consensi mancati rispetto alle precedenti votazioni, un dato che alimenta interrogativi sulla tenuta della coalizione.
I primi sospetti si sono concentrati sull’area vicina a Roberto Vannacci. Tuttavia, gli esponenti di Futuro Nazionale hanno respinto ogni accusa e, per dimostrare la propria compattezza, hanno filmato il momento della votazione dei componenti del gruppo. Una scelta che ha scatenato un’immediata bufera politica, poiché il voto era segreto. Le opposizioni hanno denunciato la violazione delle regole parlamentari, chiedendo chiarimenti e provocando una dura protesta in Aula.
Il video, nelle intenzioni dei vannacciani, avrebbe dovuto certificare che nessun deputato del gruppo aveva tradito l’indicazione di voto. Ma il gesto ha finito per spostare l’attenzione dal merito della riforma alle modalità della votazione, aprendo un nuovo fronte di scontro politico.
Nel frattempo continuano le verifiche interne alla maggioranza per individuare l’origine dei voti mancanti. Tra le ipotesi che circolano a Montecitorio non c’è soltanto quella dei franchi tiratori: alcuni parlamentari riferiscono anche del possibile malcontento di una parte della componente femminile della coalizione, che avrebbe manifestato il proprio dissenso su alcuni aspetti della riforma elettorale la quale non rispetterebbe il voto di genere. Si tratta, al momento, di una ricostruzione non confermata ufficialmente, ma che contribuisce ad alimentare il clima di tensione nel centrodestra.
La sconfitta parlamentare rappresenta uno stop significativo per il governo, chiamato ora a ricompattare i propri gruppi e a chiarire le ragioni di una defezione numericamente rilevante. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riconosciuto che nella maggioranza sono mancati dei voti, annunciando una riflessione politica sull’accaduto, mentre le opposizioni hanno parlato di un evidente segnale di debolezza della coalizione.
