AgenPress. “L’integrazione non è mai automatica”. Lo ha affermato la deputata del Partito Democratico Paola De Micheli, intervenendo questa sera a Filorosso su Rai 3, il programma condotto da Antonino Monteleone con Adele Grossi, nel corso del confronto dedicato al fenomeno delle baby gang e dei cosiddetti “maranza”.
Secondo De Micheli, il contrasto a questi fenomeni deve partire innanzitutto dall’educazione e dalla scuola. “Bisogna fare delle azioni che passano prima dalla scuola”, ha dichiarato, sottolineando come uno dei principali problemi sia l’abbandono scolastico. “Molti di questi ragazzi lasciano la scuola e trascorrono la loro vita in quartieri dove è facile essere coinvolti nello spaccio di droga”, ha osservato.
La deputata del Partito Democratico ha definito il fenomeno “preoccupante”, pur evidenziando una distinzione tra i diversi tipi di criminalità minorile. “Per i reati di strada la situazione è meno preoccupante rispetto ad altri Paesi europei, ma è molto preoccupante il fenomeno degli omicidi commessi da minorenni”, ha affermato. Per De Micheli, la risposta dello Stato non può esaurirsi nell’inasprimento delle pene. “Fermo restando che chi delinque deve essere condannato e deve esserci un processo giusto, abbiamo una grande questione di prevenzione”, ha spiegato, sottolineando la necessità di intervenire prima che il disagio si trasformi in criminalità.
A questo proposito ha ricordato l’esperienza vissuta a Piacenza durante un’emergenza legata alle baby gang. “Con la Questura abbiamo avviato progetti di educativa di strada, con operatori specializzati che andavano a incontrare questi ragazzi direttamente nei quartieri. Abbiamo ottenuto risultati positivi”, ha raccontato. Infine, la deputata dem ha richiamato l’attenzione sul modello Caivano, sostenendo che il recupero delle periferie debba passare anche attraverso interventi di riqualificazione urbana. “Su Caivano, sul piano dell’urbanistica, non è stato ancora fatto niente”, ha concluso.
