L’allarme di Ranucci sui social: “Matteo Salvini chiede la mia sospensione”

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AgenPress. Il caso Sigfrido Ranucci-Lavitola si trasforma sempre più in uno scontro politico. Il conduttore di Report, intervenendo sui social, denuncia quella che definisce una richiesta di sospensione avanzata dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

La presa di posizione arriva dopo le parole dello stesso Salvini, che nelle ultime ore ha sostenuto l’opportunità che Ranucci si prenda una pausa dalla conduzione di Report, in attesa che venga fatta chiarezza sulla vicenda che coinvolge il giornalista e Valter Lavitola. Il ministro ha parlato della necessità di una pausa per «coloro che sono coinvolti direttamente in questa vicenda oscura».

Ranucci ha reagito pubblicamente, sintetizzando così la propria posizione: «Il ministro Salvini chiede alla Rai la mia sospensione». Una frase che ha rapidamente riacceso il dibattito sul futuro del conduttore e sul ruolo del servizio pubblico nella gestione della vicenda.

Al centro della polemica c’è il rapporto tra Ranucci e Valter Lavitola, finito al centro dell’inchiesta sull’attentato contro il giornalista. Nell’ottobre 2025 un ordigno era esploso davanti all’abitazione di Ranucci, provocando danni al cancello e a due automobili, tra cui quella della figlia, senza causare vittime.

La vicenda ha assunto una nuova dimensione dopo l’arresto di Lavitola, indicato dagli inquirenti come presunto mandante dell’attentato. Secondo quanto emerso dagli atti e dalle ricostruzioni delle ultime ore, l’inchiesta sta cercando di chiarire anche il significato dei rapporti tra Lavitola e Ranucci e delle comunicazioni intercorse tra i due.

È proprio questo intreccio ad avere alimentato le critiche politiche nei confronti del conduttore. Salvini ha collegato la vicenda alla conduzione di Report, sostenendo che il programma dovrebbe andare avanti senza Ranucci almeno fino a quando non sarà chiarita la situazione.

A difendere Ranucci è intervenuto anche il suo legale, che ha definito il giornalista una «tre volte vittima»: prima dell’attentato, poi di un tradimento e infine di una strumentalizzazione della vicenda.

Il riferimento è al rapporto con Lavitola e alle conseguenze politiche e mediatiche che l’inchiesta sta producendo. Il legale ha parlato, qualora fosse confermata la ricostruzione contestata, di un «delirante teatro della follia».

La difesa sostiene dunque che Ranucci non debba essere considerato responsabile per le condotte eventualmente contestate a terzi e contesta l’utilizzo politico della vicenda.

La questione non riguarda più soltanto l’inchiesta giudiziaria. Le dichiarazioni di Salvini hanno infatti aperto un nuovo fronte: quello dell’opportunità che Ranucci continui a guidare Report mentre il suo nome è al centro dell’attenzione per i rapporti con Lavitola.

Da una parte c’è chi ritiene necessaria una pausa per evitare sovrapposizioni e possibili conflitti; dall’altra Ranucci e il suo legale denunciano il rischio che una vicenda giudiziaria ancora da chiarire venga trasformata in uno strumento di pressione sul giornalista.

Il punto decisivo resta quindi separare i diversi piani: l’inchiesta sull’attentato, i rapporti personali tra Ranucci e Lavitola e la polemica politica sulla conduzione di Report.

Nel frattempo, la vicenda continua ad alimentare il confronto politico e mediatico. E la domanda sul futuro di Ranucci alla guida del programma Rai rischia di diventare uno dei principali terreni di scontro nelle prossime settimane.

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