AgenPress. Una piazza immensa e festosa, con oltre 140.000 spettatori stregati dal ritmo dei tamburelli, ha incoronato il successo della 29ª edizione del Concertone di Melpignano. Sotto la guida del maestro concertatore Ermal Meta, l’edizione 2026 ha celebrato il Mediterraneo come crocevia di popoli, culture e memorie condivise.
Il Concertone si è aperto con una toccante esecuzione dell’Inno di Mameli da parte dell’Orchestra Popolare, riletto a tempo di tamburello e accompagnato dalle storiche immagini del 2 giugno 1946 proiettate sui maxischermi per celebrare gli 80 anni della Repubblica italiana.
Il ponte musicale tra Fado e Pizzica: Sul palco, la straordinaria voce della portoghese Gisela João ha fuso la profonda malinconia e il pathos del fado con l’energia liberatoria della pizzica salentina, in un dialogo intenso sul tema universale della lontananza e dell’emigrazione.
Grandi ospiti e contaminazioni: Insieme a Ermal Meta, la piazza ha cantato e ballato grazie alle esibizioni di grandi nomi della musica italiana come Alessandra Amoroso e Levante, affiancati da Maria Mazzotta, Sayf, Welo e Giulia Vecchio.
Tra canti in griko, stornelli d’amore e travolgenti esplosioni di ritmo, Melpignano si è confermata ancora una volta il cuore pulsante della musica popolare europea, trasformando la tradizione in un linguaggio universale di pace e unione.
La Notte della Taranta ha dimostrato ancora una volta come il Salento possegga un’anima vibrante e magnetica capace di accendere le piazze anche oltre il picco del turismo balneare. Questa straordinaria affluenza di pubblico non fa che confermare una verità profonda: il Salento è una terra d’amare sotto ogni punto di vista, un territorio ricco di storia, tradizioni e cultura viva che merita di essere vissuto, promosso e scoperto 365 giorni all’anno.
Vivere il Salento d’inverno significa scoprire la sua essenza più autentica: borghi silenziosi illuminati dalla pietra leccese, frantoi ipogei carichi di storia, mercatini tradizionali e un’accoglienza calorosa che non va mai in letargo. Destagionalizzare il turismo non è più soltanto un obiettivo economico, ma un atto d’amore verso una terra che sa regalare emozioni uniche in ogni stagione.
Antonio Russo
