Nigeria aI bivio: quasi 4 milioni di sfollati interni, mentre violenze, omicidi e sequestri tornano ad aumentare, con una media di tre edifici di culto distrutti al giorno

- Advertisement -
- Advertisement -

Un nuovo report della Fondazione Porte Aperte (Open Doors) lancia l’allarme sul futuro delle comunità colpite dalla violenza nel nord della Nigeria. Intere comunità cristiane sono state sradicate, migliaia di persone continuano a vivere lontano dalle proprie terre e il numero degli sfollati interni rimane vicino ai quattro milioni


AgenPress. La Nigeria si trova a un momento decisivo della propria storia. È la conclusione del report NIGERIA AL BIVIO, che analizza l’evoluzione della violenza, le condizioni degli sfollati interni e le prospettive future per le comunità colpite dal conflitto, in particolare quelle cristiane del nord del Paese. 

Secondo il rapporto, dopo un periodo di relativa stabilizzazione, la situazione della sicurezza mostra nuovi segnali di deterioramento. Nel trimestre ottobre-dicembre 2025 il numero delle uccisioni di civili è aumentato del 51% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre i sequestri sono cresciuti del 153%

Tale deterioramento influenza negativamente la vita di tutti i nigeriani. Tuttavia, il report sottolinea come i cristiani continuino a essere colpiti in modo particolarmente grave. Infatti, se l’instabilità e le violenze colpiscono tutti e di questo passo non vi è un futuro certo per tutto il paese, va sottolineato che da ottobre 2019 a dicembre 2025 sono stati uccisi il doppio di cristiani rispetto ai musulmani (26.143 contro 13.871). Inoltre, intere comunità sono state costrette ad abbandonare le proprie case, numerose chiese sono state distrutte, saccheggiate o abbandonate e molte congregazioni si sono trasferite dalle aree rurali ai centri urbani. La resilienza delle comunità cristiane rimane evidente, ma le conseguenze a lungo termine comprendono profondi cambiamenti demografici, difficoltà economiche e una crescente fragilità (o, addirittura, completa scomparsa) della presenza cristiana nelle regioni maggiormente colpite. 

Secondo una stima citata nel documento, oltre 19.100 chiese sono state distrutte in Nigeria negli ultimi sedici anni, pari a più di tre edifici di culto distrutti al giorno, con le aree rurali della Nigeria settentrionale tra le più colpite. 

Per i rapimenti, invece, si registra un cambio di strategia da parte dei miliziani con i musulmani colpiti quanto i cristiani nel lungo periodo, probabilmente evidenza del fatto che la radicalizzazione islamica dei responsabili sta crescendo o che i saccheggi non bastano più, dato che i rapimenti sono una fonte di finanziamento. 

La crisi umanitaria resta di dimensioni enormi. Al 1° aprile 2026 si contavano 3.837.400 sfollati interni in Nigeria, mentre oltre 400.000 cittadini nigeriani risultavano rifugiati nei Paesi confinanti. Molti sfollati vivono in campi o presso comunità ospitanti già sottoposte a forti pressioni economiche e sociali. Per numerose famiglie, soprattutto negli Stati di Plateau, Benue e Kaduna meridionale, il ritorno alle proprie case appare estremamente difficile a causa dell’insicurezza persistente e dell’occupazione delle terre da parte dei responsabili delle violenze. 

A proposito di quest’ultimi, il rapporto evidenzia, dati alla mano, che il numero di omicidi e rapimenti perpetrati dai miliziani appartenenti al gruppo etnico dei Fulani è di gran lunga superiore a quello di Boko Haram, il gruppo terroristico più noto a livello internazionale.  

Nonostante il quadro preoccupante, il report segnala anche alcuni elementi incoraggianti. Negli ultimi mesi si sono registrati arresti e procedimenti giudiziari nei confronti di membri di gruppi terroristici, sono state avviate riforme nel settore della sicurezza ed è stata promulgata una nuova normativa per rafforzare la protezione degli sfollati interni. In alcune aree sono inoltre stati lanciati programmi di reinsediamento e iniziative volte a favorire il ritorno delle famiglie sfollate. 

Tuttavia, questi progressi rimangono limitati rispetto alla gravità della crisi e il futuro dipenderà dalla capacità del governo nigeriano, della comunità internazionale e delle realtà locali di consolidare e ampliare gli interventi avviati. 

La Nigeria è al bivio, conclude il report. Senza un’azione efficace e duratura, violenza e sfollamento rischiano di intensificarsi ulteriormente. Con un impegno costante per la sicurezza, la giustizia, la protezione degli sfollati e la ricostruzione delle comunità, esiste invece la possibilità di costruire un futuro più stabile e di riaprire una concreta strada verso casa per milioni di persone.

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -