AgenPress. Che cosa differenzia Gesù dall’Antico Testamento? Non penso sia difficile rispondere: è l’amore. L’amore, anche per il nemico.
Ho letto a lungo e studiato gli apocrifi dell’Antico Testamento – il Libro dei Giubilei, il Libro di Enoch, il Quarto Libro di Esdra – testi di grande potenza spirituale, ma dove ho trovato spesso il rigore della Legge, a volte l’odio per il nemico, la giustizia intesa come vendetta dei giusti. Non vi ho trovato la dottrina rivoluzionaria che cambia la storia del mondo: “Ama i tuoi nemici” [Mt 5,44].
Penso che lo specifico di Jeshua, il Suo sigillo divino, sia stata proprio questa comprensione.
DAL PUNTO DI VISTA TEOLOGICO E CRISTOLOGICO, qui avviene il passaggio epocale. Nell’Antico Testamento Dio si rivela come Giustizia, come Legge, come “Dio degli eserciti”. Nel Nuovo Testamento, Dio si rivela come Padre. Gesù non abolisce la Legge, la porta a compimento: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano” [Mt 5,43-44].
È una rivoluzione ontologica. Il Dio che prima era temuto come Giudice, ora si fa prossimo come Amore che perdona sulla Croce, dicendo: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” [Lc 23,34].
Tra Gesù e il suo maestro Giovanni il Battista esiste il medesimo rigore di fondo; anche Gesù era convinto, come Giovanni, della responsabilità eterna dell’uomo e del giudizio. Ma c’è una differenza cristologica fondamentale: mentre Giovanni stava fermo al Giordano ad aspettare che i peccatori arrivassero a lui, Gesù usciva, andava a cercare, entrava nelle case dei pubblicani e dei peccatori, andava a cercare maggiormente chi aveva più bisogno di cambiare vita. È il paradigma del Buon Pastore che lascia le novantanove pecore per cercarne una sola perduta [Lc 15,4].
DAL PUNTO DI VISTA SOCIALE E POLITICO, QUESTO INSEGNAMENTO È OGGI PIÙ ATTUALE CHE MAI.
Se la politica resta ancorata alla logica dell’Antico Testamento e degli apocrifi – la logica della contrapposizione, dell’odio per il nemico, del “noi contro loro”, della vendetta sociale – produrrà solo divisione, rancore e rovine. È la politica tridimensionale dell’io.
Se invece la politica si ispira alla logica del Nuovo Testamento, alla logica di Jeshua, diventa quadridimensionale: non cerca di distruggere l’avversario, ma di convertirlo al bene comune; non alimenta l’odio, ma costruisce ponti; non aspetta che il popolo venga a chiedere, ma va nelle periferie esistenziali a cercare chi ha più bisogno.
È la Dottrina Sociale della Chiesa che ci insegna che la politica è la forma più alta di carità. E non c’è carità senza amore per il nemico. Senza questa capacità di amare anche chi la pensa diversamente da noi, ogni riforma è sterile, ogni legge è fredda.
Noi, come Unione Cristiana, dobbiamo riportare questo principio nel cuore delle istituzioni: utilizzare l’amore come categoria politica. Amare il Paese significa amare anche chi sbaglia, e aiutarlo a cambiare vita, a trovare una via di riscatto e di dignità.
Questa è la vera rivoluzione cristiana. E questa è la politica di cui l’Italia ha bisogno.
Sen. Dott. Domenico Scilipoti Isgrò – Coordinatore Nazionale dei Dipartimenti della DC – Presidente Unione Cristiana
