AgenPress. È stato arrestato mercoledì 23 settembre a Busto Arsizio, in provincia di Varese, Riccardo Bossi, primogenito di Umberto Bossi, fondatore della Lega. Il 47enne è stato raggiunto nella sua abitazione dai carabinieri e accompagnato nel carcere di Busto Arsizio, in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per complessivi 5 anni e 9 mesi.
Il provvedimento è stato firmato dal procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Carlo Nocerino. La misura riunisce diverse condanne definitive relative a fatti risalenti al 2011 e al 2020. I reati comprendono appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza.
Tra i procedimenti confluiti nel cumulo c’è quello relativo alla percezione del reddito di cittadinanza. Secondo quanto riportato dalle cronache giudiziarie, la condanna è diventata definitiva dopo che la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa. La vicenda riguardava la percezione di circa 280 euro al mese per 43 mensilità, per un totale superiore ai 12 mila euro. La Corte d’Appello aveva inoltre disposto un risarcimento di 15 mila euro in favore dell’Inps.
Nel provvedimento di cumulo non è invece compresa la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti nei confronti della madre, relativa a un procedimento distinto. Secondo le informazioni riportate dalla stampa, quest’ultima vicenda giudiziaria non è ancora definitiva ed è destinata all’esame della Cassazione.
L’arresto è arrivato dunque dopo la riunificazione delle pene derivanti dalle diverse condanne. I carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio hanno raggiunto Bossi nella sua abitazione e hanno dato esecuzione al provvedimento, trasferendolo nel carcere cittadino.
La vicenda giudiziaria di Riccardo Bossi si sviluppa su più procedimenti e riguarda fatti di periodi differenti. Il provvedimento eseguito in questi giorni riguarda esclusivamente le pene confluite nel cumulo di 5 anni e 9 mesi, mentre resta separata la vicenda relativa ai maltrattamenti contestati nei confronti della madre.
L’arresto riporta così al centro della cronaca giudiziaria il primogenito dello storico fondatore della Lega, che ora si trova detenuto nel carcere di Busto Arsizio per scontare il cumulo delle pene definitive.
