AgenPress. Continuiamo a confondere la stupidità con la mancanza di intelligenza. È un errore. La questione non è intellettuale, è morale. Non riguarda la mente, riguarda il cuore e la volontà.
Quante volte incontriamo uomini di grande cultura, eppure totalmente privi di umanità, incapaci di un gesto di empatia o di una comprensione profonda della realtà? È proprio lì che si rivela la più stucchevole forma di stoltezza.
Come ricordava mirabilmente Dietrich Bonhoeffer, teologo che pagò con la vita la sua opposizione al nazismo: «La stupidità è un difetto che tocca l’umanità dell’uomo, non il suo intelletto». È una resa interiore, non un limite della ragione.
È una deriva che stiamo vivendo nella politica nazionale. Il dibattito pubblico è ridotto a scontro permanente, a odio da social network, a branco che esulta per la rovina dell’altro. È il trionfo della tifoseria sulla coscienza, della pancia sulla responsabilità.
Perché, come insegna la storia, la stoltezza cresce con la massa acritica. Seneca lo scriveva a Lucilio nella Lettera VI: per vivere in modo sano, la prima regola è stare lontani dalla folla. E prima di lui Pitagora ammoniva: «Non percorrere la via più battuta».
Non è un invito a isolarsi, ma un richiamo alto al discernimento, alla libertà interiore, al coraggio di pensare con la propria testa.
Per noi che ci riconosciamo nel cristianesimo, questo è Vangelo vivo. Gesù non ha mai assecondato la folla che urlava “Crocifiggilo!”. Ha scelto la via stretta, quella della coscienza. Con la parabola del Buon Samaritano ci ha detto che il prossimo è chi soffre davanti a noi, non chi appartiene alla nostra parte. E in Matteo 25 ci ha consegnato il criterio del giudizio finale: “L’avete fatto a me”.
Questa è la nostra via democratico cristiana: prima la persona e poi la massa, prima la coscienza e poi il branco.
Sen. Dott. Domenico Scilipoti Isgrò – Responsabile Nazionale dei Dipartimenti della Democrazia Cristiana e Presidente Nazionale Unione Cristiana.
