Attacco sul volo Dubai-Tel Aviv. Israele evoca l’11 settembre: copilota aggredisce il comandante

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Paura a bordo del volo Flydubai FZ1073 diretto da Dubai a Tel Aviv. Secondo le prime ricostruzioni, il copilota avrebbe accoltellato il comandante e tentato di prendere il controllo dell’aereo. Passeggeri e piloti fuori servizio sono intervenuti, riuscendo a neutralizzarlo. Il Boeing 737 è stato poi dirottato e ha effettuato un atterraggio d’emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita.


AgenPress. Momenti di terrore mercoledì a bordo di un volo Flydubai partito da Dubai e diretto a Tel Aviv. L’aereo, un Boeing 737 con 174 persone a bordo, ha dovuto effettuare un atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita dopo un grave incidente verificatosi nella cabina di pilotaggio.

Secondo le informazioni diffuse dalle autorità israeliane e dalle testimonianze dei passeggeri, il copilota avrebbe aggredito con un coltello il comandante, il quale sarebbe rimasto ferito. Durante la colluttazione l’aereo avrebbe perso rapidamente quota, alimentando il timore che qualcuno stesse tentando di provocarne lo schianto.

La situazione è precipitata mentre il volo FZ1073 attraversava il Medio Oriente. I dati di volo indicano una perdita di quota di oltre 14mila piedi in un intervallo estremamente breve. L’aereo ha inoltre trasmesso i codici di emergenza 7700 e successivamente 7500, quest’ultimo associato a un’interferenza illecita a bordo.

È stato allora che alcuni passeggeri, dopo aver sentito le urla provenire dalla cabina di pilotaggio e aver visto l’aereo iniziare a precipitare, sono intervenuti.

Tra loro vi sarebbero stati passeggeri israeliani e due piloti fuori servizio che si trovavano a bordo. I passeggeri sarebbero riusciti a entrare nella cabina, immobilizzare l’aggressore e impedirgli di continuare a manovrare i comandi. I piloti presenti tra i passeggeri avrebbero quindi contribuito a ristabilire il controllo dell’aereo e a condurlo verso un aeroporto sicuro.

L’aereo è infine atterrato all’aeroporto di Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita. Il comandante e il copilota sono stati trasferiti in ospedale. Secondo le autorità aeroportuali, non vi sarebbero stati feriti gravi tra i passeggeri.

Il sospetto aggressore è stato arrestato dalle autorità saudite e sottoposto a interrogatorio. Secondo le autorità israeliane, si tratterebbe di un cittadino omanita. Il comandante aggredito è stato identificato come Smit Machchhar, cittadino indiano.

Resta però da chiarire il movente dell’aggressione. Le autorità israeliane hanno parlato di un possibile tentativo deliberato di far precipitare l’aereo, ma gli investigatori sauditi ed emiratini devono ancora stabilire con precisione la dinamica e le ragioni dell’accaduto. Flydubai ha invitato a evitare conclusioni premature mentre prosegue l’inchiesta.

Il governo israeliano ha reagito all’episodio con particolare allarme. Il ministro della Difesa Israel Katz ha definito l’accaduto un presunto “attacco terroristico jihadista”, sostenendo che l’obiettivo fosse far precipitare l’aereo e uccidere tutte le persone a bordo. Al momento, tuttavia, non sono state rese pubbliche prove definitive che consentano di stabilire il movente ideologico dell’aggressore.

Il riferimento all’11 settembre è emerso anche nelle dichiarazioni e nelle testimonianze raccolte dopo l’atterraggio. L’ipotesi evocata dalle autorità israeliane è quella di un possibile attacco contro un aereo civile carico di passeggeri israeliani, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Alcuni media israeliani hanno parlato esplicitamente di uno scenario che avrebbe potuto ricordare gli attentati dell’11 settembre 2001.

Il paragone, però, va considerato come un riferimento politico e giornalistico alla possibile gravità dello scenario, non come una conclusione investigativa: le circostanze e il movente dell’aggressione non sono ancora stati definitivamente accertati.

Dopo l’incidente, il governo israeliano ha annunciato l’intenzione di rafforzare i controlli di sicurezza sui piloti che operano voli diretti verso Israele, indipendentemente dalla compagnia aerea.

La decisione riapre il dibattito internazionale sui controlli cui sono sottoposti i membri degli equipaggi. Dopo gli attentati dell’11 settembre, gli standard di sicurezza dell’aviazione civile sono stati significativamente rafforzati, ma l’applicazione concreta dei controlli resta affidata alle autorità nazionali e alle singole compagnie secondo i rispettivi sistemi normativi.

Il dato più evidente resta comunque quello delle conseguenze evitate. Un aereo passeggeri ha perso rapidamente quota mentre, secondo le prime ricostruzioni, era in corso una violenta colluttazione nella cabina di pilotaggio. L’intervento di alcuni passeggeri e di personale di volo presente a bordo ha consentito di neutralizzare l’aggressore e di riportare l’aereo sotto controllo.

Dopo l’atterraggio a Tabuk, i passeggeri sono stati trasferiti su un altro volo diretto a Tel Aviv. L’inchiesta dovrà ora ricostruire minuto per minuto quanto accaduto nella cabina, chiarire come sia stato possibile introdurre l’arma a bordo e soprattutto stabilire se l’aggressione fosse effettivamente parte di un tentativo deliberato di far precipitare l’aereo.

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