Il fermo è stato confermato dal ministro dell’Interno Marcin Kierwiński. L’allarme era scattato dopo una segnalazione relativa a un possibile attentato contro il premier polacco e Władysław Kosiniak-Kamysz. Le autorità avevano convocato una riunione d’emergenza dei servizi di sicurezza
AgenPress. Un uomo sospettato di aver minacciato e pianificato un attacco contro il primo ministro polacco Donald Tusk è stato arrestato dalla polizia. La notizia è stata confermata domenica 11 ottobre dal ministro dell’Interno, Marcin Kierwiński, attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma X.
Lo stesso Tusk ha commentato l’arresto sui social, ringraziando le forze dell’ordine per il loro intervento: «L’uomo che minacciava un attentato è stato arrestato», ha scritto il premier, elogiando la polizia per la sua «azione rapida e decisa».
L’arresto arriva dopo che le autorità polacche avevano ricevuto informazioni su un possibile attentato diretto non soltanto contro il capo del governo, ma anche contro il ministro della Difesa, Władysław Kosiniak-Kamysz, che ricopre anche la carica di vicepremier.
La segnalazione era arrivata inizialmente al Servizio di protezione dello Stato, responsabile della sicurezza delle principali autorità polacche. Le informazioni raccolte sono state successivamente trasmesse alla polizia, che ha avviato gli accertamenti.
La gravità della minaccia ha spinto le autorità a convocare una riunione straordinaria alla quale hanno partecipato rappresentanti dei servizi di sicurezza, della polizia e del ministero dell’Interno.
Jacek Dobrzyński, portavoce del coordinamento dei servizi speciali, aveva definito la vicenda estremamente seria, spiegando che gli investigatori ritenevano elevata la probabilità che le minacce potessero concretizzarsi.
Anche il portavoce del governo, Adam Szłapka, aveva sottolineato la particolare preoccupazione suscitata dalla segnalazione, precisando che Tusk era stato informato della situazione nelle prime ore della mattinata.
Al momento dell’annuncio dell’arresto, le autorità non avevano reso pubblici l’identità dell’uomo fermato né tutti i dettagli relativi al presunto piano. Restano quindi da chiarire le circostanze della vicenda, la natura delle minacce e gli eventuali elementi raccolti dagli investigatori a sostegno dell’accusa.
Il fermo rappresenta un passaggio importante nell’attività investigativa, ma la posizione del sospettato dovrà essere accertata attraverso le procedure giudiziarie previste dalla legge.
L’episodio si inserisce in una fase delicata per la sicurezza interna della Polonia, Paese che sostiene militarmente e politicamente l’Ucraina nella guerra contro la Russia e che ha più volte segnalato rischi legati a possibili minacce ibride.
Le autorità polacche hanno inoltre denunciato un aumento delle intimidazioni rivolte a esponenti istituzionali. Nel caso attuale, tuttavia, non sono stati diffusi elementi sufficienti per attribuire il presunto progetto di attentato a specifiche organizzazioni o motivazioni politiche.
Per il governo di Varsavia, la priorità resta ora chiarire la portata della minaccia e ricostruire le circostanze che hanno portato all’arresto. Gli accertamenti proseguono per stabilire le responsabilità e verificare tutti gli elementi emersi dalla segnalazione iniziale.
