Il presidente americano afferma di aver raggiunto un’intesa con il leader russo per l’invio immediato di oltre 300.000 tonnellate di diesel. Restano da chiarire le modalità operative delle forniture e il loro effettivo impatto sui mercati energetici.
AgenPress. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che la Russia ha accettato di fornire gasolio ai mercati globali nel tentativo di abbassare i prezzi del carburante e che la sua amministrazione ha temporaneamente revocato le sanzioni statunitensi sul carburante russo, concepite per privare Mosca delle entrate destinate alla sua guerra in Ucraina.
Il presidente americano ha definito la conversazione con il leader del Cremlino «di grande successo», sostenendo che nel corso del colloquio sia stata concordata la consegna immediata di oltre 300.000 tonnellate di carburante.
Secondo quanto riferito dallo stesso Trump, il quantitativo equivale a circa 2,25 milioni di barili di gasolio. L’annuncio riguarda anche ulteriori forniture, che il presidente statunitense ha indicato come parte del piano discusso con Putin. Al momento, tuttavia, i dettagli dell’intesa devono essere distinti dalle dichiarazioni che ne hanno accompagnato l’annuncio: non è possibile considerare automaticamente confermati tutti gli aspetti operativi e commerciali sulla sola base del messaggio presidenziale.
Trump ha presentato l’intesa come un possibile strumento per aumentare la disponibilità di carburante e contribuire a contenere i prezzi. L’effettiva portata dell’operazione dipenderà però dalle quantità realmente consegnate, dai tempi di arrivo e dalle condizioni del mercato internazionale.
Gli Stati Uniti esportano circa 1,5 milioni di barili di gasolio al giorno. Il volume iniziale indicato da Trump, pari a 2,25 milioni di barili, corrisponde quindi a circa un giorno e mezzo delle esportazioni statunitensi. Il confronto fornisce un’indicazione della dimensione della fornitura annunciata, ma non significa che i quantitativi in entrata e quelli esportati siano direttamente equivalenti dal punto di vista commerciale.
L’eventuale ripresa o ampliamento delle forniture russe agli Stati Uniti assume particolare rilevanza nel contesto delle sanzioni occidentali contro Mosca. Un’intesa di questo tipo potrebbe incidere sugli equilibri del mercato energetico, ma anche alimentare il dibattito sul rapporto tra la necessità di contenere i costi dei carburanti e la strategia di pressione economica nei confronti della Russia.
Trump ha affermato che la Russia avrebbe fornito altre 500.000 tonnellate a novembre e un ulteriore milione di tonnellate “subito dopo”. Altre forniture sarebbero poi arrivate, ha aggiunto Trump, “in base alle condizioni delle loro raffinerie di diesel”, danneggiate dagli attacchi ucraini.
