Decreto Sicurezza, arriva la firma del Quirinale: il provvedimento passa all’esame delle Camere

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AgernPress. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il Decreto Sicurezza ed ha contestualmente autorizzato la presentazione alle Camere del relativo disegno di legge di conversione. Con il passaggio del testo al vaglio del Parlamento, prende formalmente il via l’iter legislativo per la discussione e la conversione in legge delle nuove norme sulla sicurezza pubblica e il contrasto alla criminalità minorile.

Il testo approvato dall’esecutivo introduce misure volte a rafforzare la tutela dell’ordine pubblico, con un’attenzione particolare ai reati commessi nei contesti urbani e alle condotte violente di gruppo:

  • Contrasto alla criminalità minorile e alle aggressioni di gruppo: il provvedimento inasprisce le sanzioni e introduce nuove fattispecie di reato specifiche legate alla partecipazione violenta a manifestazioni ed eventi pubblici.

  • Flagranza differita: esteso l’impiego della flagranza differita per consentire un’azione più tempestiva delle forze dell’ordine nell’identificazione e nel perseguimento dei responsabili di disordini o danneggiamenti.

  • Inasprimento delle pene per i danneggiamenti: previste responsabilità dirette e sanzioni mirate a colpire atti vandalici e devastazioni.

Come consuetudine nell’esercizio della funzione di garanzia costituzionale, la firma del Capo dello Stato è giunta al termine del consueto esame preventivo sul testo. Nelle fasi di confronto istituzionale tra Quirinale ed esecutivo sono stati affinati alcuni profili normativi. Tra le modifiche di maggior rilievo figura il ridimensionamento della proposta di conferire poteri straordinari di polizia giudiziaria al personale militare, mantenendo così salda la distinzione delle competenze tra forze dell’ordine e Forze Armate.

Con l’autorizzazione alla presentazione al Parlamento, il decreto legge entra ora ufficialmente nella fase di conversione. I gruppi parlamentari di Camera e Senato avranno a disposizione il termine costituzionale di 60 giorni per esaminare il testo, presentare emendamenti ed esprimersi con il voto finale

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