AgenPress. L’Italia si allinea a molti altri Paesi europei e mondiali consentendo agli automobilisti di scegliere la sigla alfanumerica della propria targa. La novità trova spazio all’interno del pacchetto misure sulla mobilità inserito nella Manovra di Bilancio, insieme ad altri interventi strutturali come la revisione delle agevolazioni sul bollo per i veicoli di piccola e media cilindrata.
Un’opportunità attesa da tempo dagli appassionati di motori, ma che prevede regole ben precise, un costo fissato per legge e tempi di attuazione non immediati.
Il servizio sarà a pagamento e si affiancherà alle procedure ordinarie di immatricolazione, che rimarranno attive per chi preferisce la classica targa con sequenza causale.
-
Autoveicoli: Il costo complessivo stimato è di 600 euro per la coppia di targhe (anteriore e posteriore). Di questi, 500 euro andranno alla produzione gestita dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) e 100 euro (maggiorazione del 20%) saranno destinati alle casse del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
-
Motoveicoli: Per le moto (targa singola posteriore) la cifra complessiva sarà di 360 euro.
Non si tratterà di un’opzione completamente “anarchica” o priva di paletti: le regole di sicurezza e di formato dovranno essere rigorosamente rispettate.
La targa dovrà mantenere lo schema alfanumerico tradizionale del sistema italiano (es. due lettere, tre cifre, due lettere). L’automobilista potrà quindi scegliere la combinazione preferita di lettere e numeri nei singoli slot.
I sistemi informatici della Motorizzazione Civile effettueranno controlli automatici di disponibilità e congruità. Verranno bloccate le sequenze già assegnate ad altri veicoli, oltre alle combinazioni potenzialmente offensive, volgari, con riferimenti politici divisivi o sovrapponibili alle sigle dei corpi dello Stato (Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Croce Rossa).
A differenza di quanto accade in Paesi come gli Stati Uniti o il Regno Unito, dove la targa personale può seguire l’automobilista per tutta la vita da un veicolo all’altro, in Italia la targa personalizzata rimarrà associata al singolo autoveicolo o al telaio. In caso di vendita dell’auto, la targa rimarrà sulla vettura passata al nuovo proprietario.
L’effettiva operatività richiede l’emanazione dei decreti attuativi ministeriali e l’adeguamento delle piattaforme informatiche del Centro Elaborazione Dati (CED) della Motorizzazione e del Portale dell’Automobilista per gestire la prenotazione telematica delle combinazioni desiderate. Le prime targhe personalizzate dovrebbero diventare richiedibili e utilizzabili tra la fine del periodo di transizione normativa e l’avvio delle nuove procedure operative.
