Famiglie italiane e svizzere chiedono al Comune di essere ascoltate prima del 23 novembre, quando scade il termine di opposizione al progetto degli spazi della memoria
AgenPress. Famiglie italiane e svizzere di vittime dell’incendio del Constellation chiedono che i ritratti dei loro figli abbiano posto sulla facciata del locale dove hanno perso la vita. La richiesta riguarda il progetto presentato dal Comune di Crans-Montana il 26 ottobre. Il progetto prevede di rivestire la facciata con una palizzata in legno e una tettoia provvisoria decorata con stelle. Sulla palizzata compariranno i nomi delle vittime, mentre i ritratti andranno allo Scandia, uno spazio coperto vicino alla cappella di Saint-Christophe.
Per le famiglie il luogo della memoria coincide con il luogo della perdita. “I nostri figli devono avere il loro posto dove hanno perso la vita o sono rimasti gravemente feriti”, dichiarano le famiglie. “Sono vittime della strage al Constellation e lì devono esserci i loro volti, sui muri di quel luogo, senza nasconderli. Spetta prima di tutto a noi famiglie decidere come rendere omaggio ai nostri figli”. Aggiungono Erica e Nicola, genitori di Achille Barosi: “Gli amici di Achille questa estate hanno appeso con uno sforzo emotivo enorme la sua foto su quella parete di compensato. Coprire quei volti è una mancanza di rispetto per i ragazzi e per nostro figlio che merita dignità e rispetto.”
La palizzata sarà montata prima delle festività, quando a Crans-Montana arrivano i turisti della stagione invernale. A febbraio la località ospiterà i Campionati del mondo di sci alpino. Le famiglie chiedono che in quei giorni i volti dei loro figli restino davanti agli occhi di chi passa dal Constellation.
Per le notti del 31 dicembre e del 1° gennaio il Comune ha previsto giochi di luce sul lago Grenon e un allestimento al centro congressi Le Régent, con una spesa che risulterebbe consistente. Finora ogni famiglia di vittime e ogni ferito ha ricevuto un contributo d’emergenza di 60.000 franchi, versato da Cantone e Confederazione. Le cure dei feriti gravi proseguono, e le spese per psicologi e fisioterapia ricadono in gran parte sulle famiglie che sottolineano: “Le risorse pubbliche devono servire prima di tutto ai ragazzi feriti che ancora oggi lottano per tornare a vivere”.
Le famiglie firmatarie chiedono al Comune di Crans-Montana quattro cose: essere ascoltate prima del 23 novembre, quando scade il termine di opposizione, rendere pubblico il costo degli allestimenti, destinare le risorse prima di tutto alle vittime e partecipare alla definizione del memoriale definitivo. Le famiglie si riservano di presentare un’opposizione formale.
