La deputata di Fratelli d’Italia presenterà la proposta insieme agli altri parlamentari campani del partito. La sanatoria riguarderebbe esclusivamente gli abusi realizzati entro il 31 marzo 2003. Nel mirino la mancata applicazione del condono in Campania, che secondo Vietri ha creato una disparità di trattamento rispetto alle altre regioni
AgenPress. Il condono edilizio torna al centro del dibattito sulla Legge di Bilancio. Fratelli d’Italia si prepara infatti a presentare un emendamento per riaprire i termini della sanatoria del 2003, con particolare riferimento alla situazione della Campania. Ad annunciarlo è Imma Vietri, deputata di FdI e capogruppo in commissione Affari sociali alla Camera, che ha confermato l’intenzione di depositare la proposta insieme agli altri parlamentari campani del partito.
L’obiettivo è consentire la regolarizzazione degli abusi edilizi realizzati entro il 31 marzo 2003, senza estendere la possibilità di sanatoria agli interventi successivi a quella data.
«Con l’emendamento che presenterò insieme agli altri parlamentari campani di Fratelli d’Italia alla Legge di Bilancio intendiamo riaprire i termini del condono edilizio varato dal Governo Berlusconi nel 2003, limitatamente agli abusi realizzati entro il 31 marzo dello stesso anno, senza estendere la sanatoria alle costruzioni successive», ha dichiarato Vietri.
Al centro dell’iniziativa parlamentare c’è la situazione della Campania, che non recepì il condono edilizio del 2003 durante l’amministrazione regionale guidata dall’allora presidente Antonio Bassolino.
Secondo Vietri, questa scelta ha determinato una disparità di trattamento rispetto ai cittadini di altre regioni italiane, dove la sanatoria ha invece trovato applicazione.
«Vogliamo superare una disparità di trattamento che da oltre vent’anni penalizza la Campania, dove il condono non fu recepito dalla Regione, allora guidata da Antonio Bassolino, a differenza di quanto avvenuto in altre regioni italiane», ha spiegato la parlamentare.
La questione riguarda migliaia di situazioni edilizie rimaste irrisolte e che, secondo la deputata, necessitano di una risposta legislativa dopo oltre due decenni.
A sostegno della proposta, Vietri richiama anche i numeri relativi alla situazione campana. Nella regione si registrerebbero circa 50mila ordinanze di abbattimento, un dato che evidenzia la dimensione del problema legato agli abusi edilizi e alle procedure ancora aperte.
La deputata ha già definito la riapertura dei termini una questione di giustizia sociale ed equità di trattamento, sottolineando le difficoltà delle famiglie che da anni vivono in una condizione di incertezza.
La proposta, nelle intenzioni dei promotori, non rappresenterebbe un nuovo condono generalizzato, ma la possibilità di riaprire una finestra normativa riferita agli abusi commessi entro la scadenza originaria del 31 marzo 2003.
Non si tratta del primo tentativo di intervenire sulla questione. Già durante il precedente esame della manovra era stata avanzata una proposta per riaprire il condono edilizio del 2003. L’iniziativa era poi confluita in un ordine del giorno approvato al Senato.
Adesso Fratelli d’Italia intende riproporre la misura attraverso un nuovo emendamento alla Legge di Bilancio, cercando di trasformare quell’indirizzo politico in una disposizione normativa concreta. Resta da verificare quale sarà l’esito dell’iter parlamentare e quali condizioni saranno eventualmente previste per l’accesso alla sanatoria.
Il confronto si preannuncia delicato, anche alla luce delle possibili implicazioni sul piano della tutela del territorio e del contrasto all’abusivismo edilizio. La proposta dovrà infatti misurarsi con i vincoli urbanistici, paesaggistici e ambientali e con le posizioni delle forze politiche contrarie alla riapertura dei condoni.
La partita si sposta ora in Parlamento, dove l’emendamento annunciato da Vietri potrebbe riaccendere il confronto su una questione che in Campania rimane aperta da oltre vent’anni.
