Il presidente americano conferma la fiducia nel segretario alla Difesa in un’intervista telefonica ad ABC News. La presa di posizione arriva dopo le pesanti sconfitte repubblicane alle elezioni di metà mandato e mentre aumentano le pressioni politiche per un cambio ai vertici del Pentagono
AgenPress. Donald Trump non ha intenzione di sostituire Pete Hegseth alla guida del Pentagono. A ribadirlo è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti in un’intervista telefonica ad ABC News, nella quale ha confermato il proprio sostegno al segretario alla Difesa, finito al centro delle polemiche per la gestione della guerra contro l’Iran.
«Ho tutta l’intenzione di mantenerlo», ha dichiarato Trump, rispondendo alle domande del giornalista Jonathan Karl. Il presidente ha anche riconosciuto di aver ricevuto telefonate da persone che gli hanno manifestato perplessità sulla permanenza di Hegseth nell’incarico. «Ricevo queste telefonate su di lui, non capisco perché», ha aggiunto.
Parole che sembrano voler chiudere, almeno per il momento, le indiscrezioni su un possibile avvicendamento alla guida del Dipartimento della Difesa.
La conferma di Trump arriva in un momento particolarmente delicato per l’amministrazione americana. Le elezioni di metà mandato del 3 novembre hanno segnato una pesante battuta d’arresto per i repubblicani, con i democratici pronti a conquistare il controllo di entrambe le Camere del Congresso.
Tra i fattori che hanno contribuito alla sconfitta viene indicata anche la guerra con l’Iran, che ha alimentato preoccupazioni per i costi economici, l’aumento dei prezzi dell’energia e le conseguenze militari del conflitto.
Il vicepresidente JD Vance ha attribuito proprio alla guerra una parte significativa della responsabilità del risultato elettorale. Una posizione che ha contribuito ad alimentare il dibattito interno al Partito repubblicano e le critiche nei confronti di Hegseth, considerato uno dei principali sostenitori dell’intervento militare.
Le richieste di un cambio alla guida del Pentagono non arrivano soltanto dall’opposizione democratica. Anche alcuni esponenti repubblicani hanno manifestato dubbi sulla capacità di Hegseth di mantenere il sostegno del Congresso.
Tra le voci critiche c’è quella del senatore Thom Tillis, che ha sollevato interrogativi sulla possibilità che l’attuale segretario riesca a ottenere il consenso necessario per portare avanti il programma di spesa militare dell’amministrazione.
Il dibattito riguarda anche la gestione del conflitto iraniano, le decisioni sui vertici militari e le operazioni statunitensi contro imbarcazioni sospettate di traffico di droga. Nonostante le critiche, Trump ha difeso pubblicamente il proprio collaboratore, affermando nei giorni scorsi che Hegseth sta svolgendo «un ottimo lavoro».
La posizione di Hegseth potrebbe diventare ancora più complicata con l’insediamento del nuovo Congresso, previsto a gennaio. I democratici hanno già annunciato l’intenzione di utilizzare la maggioranza parlamentare per avviare una serie di verifiche sull’operato dell’amministrazione Trump.
Il segretario alla Difesa potrebbe diventare uno dei principali obiettivi delle indagini. Nel mirino ci sarebbero la gestione della guerra contro l’Iran, la legittimità delle operazioni militari contro presunte imbarcazioni coinvolte nel traffico di droga e la rimozione di alcuni alti ufficiali delle forze armate. Non è esclusa neppure l’ipotesi di iniziative di impeachment nei suoi confronti, già sostenute da alcuni esponenti democratici.
Nel colloquio con ABC News Trump ha affrontato anche le indiscrezioni secondo cui Hegseth potrebbe essere interessato a un posto al Senato per il Tennessee, lasciato libero da Marsha Blackburn, eletta governatrice dello Stato.
Il presidente ha definito Hegseth potenzialmente molto popolare in Tennessee, senza tuttavia confermare l’esistenza di un progetto concreto in questa direzione. Trump ha anche riconosciuto che trovare un nuovo segretario alla Difesa potrebbe diventare più complicato quando i democratici assumeranno il controllo del Senato, chiamato a confermare le nomine presidenziali.
Per il momento, dunque, la linea della Casa Bianca resta quella della continuità. Hegseth continuerà a guidare il Pentagono, nonostante le critiche e le tensioni politiche. La sua permanenza, tuttavia, si inserisce in un quadro sempre più complesso, tra le conseguenze della guerra in Iran e l’imminente cambio degli equilibri parlamentari a Washington.
