Stati Uniti. Chris Coons accusa Elon Musk: “Lo convocherò con un mandato di comparizione”. Nel mirino i presunti contatti con Putin

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Il senatore democratico del Delaware, indicato come probabile presidente della Commissione per le Relazioni estere del Senato con il nuovo Congresso a gennaio, annuncia che vuole interrogare il fondatore di SpaceX. Al centro dell’iniziativa i rapporti con il presidente russo Vladimir Putin e il ruolo di Starlink nelle comunicazioni satellitari, soprattutto nel conflitto in Ucraina


AgenPress. Elon Musk finisce nel mirino dei Democratici al Congresso americano. Chris Coons, senatore democratico del Delaware e principale candidato alla guida della Commissione per le Relazioni estere del Senato, ha già indicato il miliardario fondatore di SpaceX tra le persone che intende sottoporre a un approfondimento parlamentare quando il nuovo Congresso entrerà in carica a gennaio.

L’obiettivo è fare chiarezza sui presunti contatti tra Musk e il presidente russo Vladimir Putin, con particolare riferimento alle comunicazioni satellitari e al ruolo delle tecnologie sviluppate da SpaceX negli equilibri geopolitici internazionali. Coons ha anticipato le proprie intenzioni attraverso un messaggio pubblicato su X, commentando un rapporto relativo ai presunti colloqui tra l’imprenditore americano e il leader del Cremlino.

«Un elemento in più da aggiungere all’elenco di domande per Musk, quando lo convocherò tramite mandato di comparizione», ha scritto il senatore democratico. Una dichiarazione che lascia intendere la volontà di utilizzare i poteri investigativi della commissione per ottenere chiarimenti direttamente dal fondatore di SpaceX.

Al centro della vicenda ci sono le indiscrezioni relative ai contatti tra Musk e Putin. Secondo le ricostruzioni circolate sulla stampa, i due avrebbero avuto conversazioni riguardanti anche questioni legate alla tecnologia satellitare e alle comunicazioni.

Un tema particolarmente delicato, considerando il ruolo strategico assunto da Starlink, la rete satellitare di SpaceX, nelle comunicazioni militari e civili durante la guerra in Ucraina.

La questione non riguarda soltanto i rapporti personali tra il miliardario e il presidente russo, ma anche il possibile impatto di eventuali interlocuzioni con Mosca su infrastrutture tecnologiche fondamentali per la sicurezza internazionale.

L’iniziativa di Coons si inserisce in un confronto più ampio sul controllo delle infrastrutture satellitari utilizzate dall’Ucraina per difendersi dagli attacchi russi. Nelle ultime settimane, diversi parlamentari democratici hanno chiesto spiegazioni a Musk e a SpaceX dopo le restrizioni segnalate nell’accesso ai servizi Starlink e Starshield da parte delle forze ucraine.

Il 26 ottobre, un gruppo bipartisan di parlamentari, tra cui il senatore Adam Schiff e il deputato Gregory Meeks, ha chiesto formalmente chiarimenti all’azienda sulle limitazioni alle comunicazioni satellitari utilizzate da Kiev.

I legislatori hanno sollevato interrogativi sulle responsabilità delle decisioni operative, sull’eventuale coinvolgimento dell’amministrazione Trump e sulle conseguenze delle restrizioni per la capacità difensiva ucraina.

Musk ha sostenuto pubblicamente che le decisioni relative alle limitazioni del servizio militare dipendono dalle autorità statunitensi. Una posizione che non ha fermato le richieste di chiarimento da parte dei parlamentari.

La questione assume un peso politico ancora maggiore alla luce del nuovo equilibrio parlamentare emerso dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Con la conquista della maggioranza in Congresso da parte dei Democratici, il partito si prepara ad assumere il controllo delle principali commissioni parlamentari a partire da gennaio.

Chris Coons è indicato come il candidato principale alla presidenza della Commissione per le Relazioni estere del Senato, incarico che gli consentirebbe di esercitare un ruolo centrale nel controllo della politica estera dell’amministrazione Trump.

La possibilità di ricorrere a mandati di comparizione rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione delle commissioni congressuali nell’ambito delle proprie attività di indagine.

L’eventuale convocazione del fondatore di SpaceX potrebbe aprire un nuovo capitolo nei rapporti tra il Congresso democratico, la Casa Bianca e il mondo delle grandi aziende tecnologiche.

Musk, figura di primo piano nell’orbita politica di Donald Trump, si trova in una posizione particolarmente delicata: SpaceX gestisce infrastrutture satellitari strategiche per gli Stati Uniti, collabora con il Pentagono e fornisce servizi essenziali anche all’Ucraina.

Per Coons, dunque, la questione non riguarda soltanto i rapporti tra un imprenditore americano e il presidente russo, ma investe direttamente la sicurezza nazionale e la gestione di tecnologie che hanno assunto un’importanza decisiva negli equilibri internazionali.

Con l’insediamento del nuovo Congresso, il caso Musk potrebbe diventare uno dei primi terreni di confronto tra la maggioranza democratica e l’amministrazione Trump. E il senatore del Delaware ha già fatto capire che intende partire proprio da qui.

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