Normandia. Re Carlo ha deposto una corona di fiori al Memoriale. Le nazioni siano unite contro la tirannia

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AgenPress – Il re Carlo e la regina Camilla hanno deposto una corona di fiori al Memoriale della Normandia britannica a Ver-sur-Mer con una nota allegata che tocca i sacrifici compiuti durante il D-Day.

Re Carlo III ha commemorato il sacrificio di oltre 22.000 soldati britannici che hanno dato la vita durante lo sbarco in Normandia e la battaglia di Normandia durante la cerimonia speciale tenutasi questa mattina al Memoriale della Normandia britannica a Ver-sur-Mer.

“Negli ultimi 40 anni ho avuto il grande privilegio di partecipare a sette commemorazioni del D-Day in Normandia e di incontrare così tanti illustri veterani”, ha detto Charles.

“Non dimenticherò mai le immagini e i suoni inquietanti di migliaia di figure insignite di medaglie che marciano orgogliosamente verso il tramonto francese su queste spiagge. La nostra capacità di imparare dalle loro storie in prima persona diminuisce. Ma il nostro obbligo di ricordarli, ciò che rappresentavano” e ciò che hanno ottenuto per tutti noi non potrà mai diminuire”, ha aggiunto.

I leader mondiali, tra cui il presidente francese Macron e il primo ministro Rishi Sunak, hanno seguito l’evento, deponendo corone di fiori in occasione dell’evento per celebrare l’80° anniversario del D-Day.

“Le nazioni devono restare unite per opporsi alla tirannia. Preghiamo che un simile sacrificio non venga mai più compiuto”, ha detto re Carlo III nel suo discorso al British Normandy Memorial di Ver-sur-Mer, in Normandia, durante le celebrazioni degli 80 anni del D-Day, lo sbarco degli alleati sulle coste francesi avvenuto il 6 giugno del 1944.

Il Re ha affermato che gli alleati hanno affrontato la “prova suprema” 80 anni fa e siamo fortunati che la generazione del D-Day non abbia battuto ciglio quando “è arrivato il momento di affrontare quella prova”.

“Molti di loro non sono mai tornati a casa”.  Nel descrivere la “prova suprema”, il re si riferiva a suo nonno, Giorgio VI, che 80 anni fa trasmise alla nazione: “Ancora una volta bisogna affrontare una prova suprema. Questa volta la sfida non è combattere per sopravvivere, ma lottare per ottenere la vittoria finale per la buona causa.”

Re Carlo ha descritto la “straordinaria generazione in tempo di guerra”. “È con il più profondo senso di gratitudine che ricordiamo loro e tutti coloro che prestarono servizio in quel momento critico”.

Dice che ora i veterani della campagna in Normandia “stanno diventando sempre meno numerosi” e descrive il “grande privilegio” di partecipare alle precedenti sette commemorazioni del D-Day.

“Non dimenticherò mai la vista e i suoni inquietanti di migliaia di figure, che marciano orgogliosamente verso un tramonto francese su queste spiagge. La nostra gratitudine è inesauribile e la nostra ammirazione eterna.

Ottant’anni fa, nel D-day, il 6 giugno 1944, la nostra nazione – e coloro che le stavano accanto – affrontarono quella che mio nonno, re Giorgio VI, descrisse come la prova suprema.

Quanto siamo stati fortunati, noi e l’intero mondo libero, che una generazione di uomini e donne nel Regno Unito e in altre nazioni alleate non si è tirata indietro quando è arrivato il momento di affrontare quella prova.

Sulle spiagge della Normandia, sui mari e nei cieli sopra di noi, le nostre forze armate hanno svolto il loro dovere con un umiliante senso di risolutezza e determinazione – qualità così caratteristiche di quella straordinaria generazione in tempo di guerra.

Molti di loro non tornarono mai a casa, persero la vita nei luoghi di sbarco del D-day o nelle numerose battaglie che seguirono. È con il più profondo senso di gratitudine che ricordiamo loro e tutti coloro che hanno prestato servizio in quel momento critico.

Ricordiamo la lezione che ci arriva ancora e ancora nel corso dei decenni: le nazioni libere devono restare unite per opporsi alla tirannia”.

Concludendo il suo discorso, il re ha parlato della sua “immancabile” gratitudine verso coloro che persero la vita nel D-Day di 80 anni fa. Questo inizio vitale per la liberazione dell’Europa fu un vasto sforzo alleato.

Qui in Normandia combatterono formazioni americane, britanniche, canadesi, francesi e polacche. Tra i nomi incisi sui muri e sui pilastri di questo memoriale ci sono uomini e donne provenienti da più di 30 nazioni diverse e da molte fedi.

Uniti, combatterono insieme per quello che mio nonno, re Giorgio VI, descrisse come “un mondo in cui la bontà e l’onore possano essere il fondamento della vita degli uomini in ogni terra”.

Mentre siamo al fianco dei loro amici e compagni rimasti su questo terreno sacro, affermiamo che ci sforzeremo di vivere secondo il loro esempio, preghiamo che un tale sacrificio non venga mai più compiuto e impegniamoci a portare avanti il ​​loro sonoro messaggio di coraggio e resilienza nella ricerca della libertà, temperata dal dovere di responsabilità verso gli altri per il bene delle generazioni più giovani e di quelle non ancora nate. La nostra gratitudine è inesauribile e la nostra ammirazione eterna”.

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