Zes Unica, Fapi: “Strumento decisivo per il Mezzogiorno, ma deve essere accessibile anche alle PMI”

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Il presidente nazionale Gino Sciotto: “Semplificazione, tempi certi e coerenza con le vocazioni dei territori per trasformare gli incentivi in sviluppo reale”


AgenPress.  “L’evoluzione della Zes Unica per il Mezzogiorno sta registrando segnali di dinamismo importanti anche in questa fase iniziale del nuovo anno. Il dato delle nuove autorizzazioni e l’interesse crescente verso progetti produttivi confermano che lo strumento può rappresentare una leva decisiva per attrarre investimenti, rafforzare il tessuto industriale e creare occupazione stabile. Tuttavia, perché la Zes diventi davvero un volano di sviluppo diffuso, è indispensabile che non resti un’opportunità riservata soltanto ai grandi gruppi o alle multinazionali”.

Lo dichiara il presidente nazionale della FapiGino Sciotto, sottolineando come le piccole e medie imprese del Sud, “che costituiscono l’ossatura dell’economia territoriale”, debbano essere messe nelle condizioni concrete di accedere alle agevolazioni previste dalla Zes Unica.

“Servono procedure semplici, tempi certi, assistenza tecnica capillare e un utilizzo del credito d’imposta realmente compatibile con la struttura finanziaria delle PMI – prosegue Sciotto –. La semplificazione amministrativa e la riduzione degli oneri burocratici non sono elementi accessori, ma il cuore stesso dell’efficacia della Zes”.

Secondo la Fapi, è inoltre fondamentale che la programmazione degli interventi sia coerente con le vocazioni produttive dei territori: “agroalimentare, manifattura, turismo, economia del mare, filiere innovative e artigianato evoluto. La Zes deve sostenere non solo i nuovi insediamenti, ma anche la crescita, l’ammodernamento e l’internazionalizzazione delle imprese già radicate”.

“Ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con Governo, Regioni ed enti locali – conclude Sciotto – affinché la Zes Unica diventi uno strumento inclusivo, capace di trasformare gli incentivi in sviluppo reale, lavoro qualificato e competitività duratura. Il Mezzogiorno ha bisogno di politiche industriali stabili e di lungo periodo: la Zes può essere una risposta concreta, a condizione che al centro vi siano anche le piccole imprese, vero motore dell’economia e della coesione sociale dei nostri territori”.

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