Rapita a Baghdad la giornalista americana Shelly Kittleson

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AgenPress. Una nuova, grave emergenza scuote il mondo dell’informazione internazionale: la giornalista americana Shelly Kittleson è stata rapita nella capitale irachena da un gruppo armato. La reporter, freelance con una lunga esperienza in Medio Oriente, collabora anche con diverse testate italiane, tra cui l’agenzia ANSA.

Secondo quanto riferito da fonti locali e confermato dal ministero dell’Interno iracheno, il sequestro è avvenuto nelle strade di Baghdad, dove un commando avrebbe bloccato la giornalista costringendola con la forza a salire a bordo di un’auto, poi fuggita rapidamente. Un video circolato sui media della regione documenterebbe proprio le fasi del rapimento.

Le forze di sicurezza irachene hanno immediatamente avviato un’operazione per individuare i responsabili. Nelle ore successive al sequestro, un veicolo utilizzato dai rapitori è stato intercettato e uno dei sospetti è stato arrestato, mentre proseguono le ricerche per localizzare gli altri membri del gruppo e ottenere la liberazione della giornalista.

Kittleson è una firma nota anche in Italia. Proprio oggi, sul quotidiano Il Foglio, è apparso un suo articolo dedicato agli equilibri nel Kurdistan iracheno e al ruolo delle milizie nella regione, a testimonianza di un’attività giornalistica intensa e costante sul campo.

La reporter ha collaborato negli anni con numerosi media internazionali e italiani, tra cui ANSA, distinguendosi per la copertura diretta dei conflitti e delle dinamiche geopolitiche in Iraq e nei Paesi limitrofi.

Il rapimento avviene in un contesto regionale estremamente teso, segnato dall’escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele e da una crescente instabilità che rende sempre più rischioso il lavoro dei giornalisti sul terreno.

La comunità internazionale segue con apprensione la vicenda, mentre si moltiplicano gli appelli per il rilascio immediato della giornalista. Le autorità irachene hanno assicurato il massimo impegno per risolvere il caso e garantire la sicurezza degli operatori dell’informazione presenti nel Paese.

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