Una suora aggredita e presa a calci a Gerusalemme: cresce l’allarme per le violenze contro i cristiani in Israele [video]

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AgenPress. Una suora francese di 48 anni è stata aggredita in pieno giorno a Gerusalemme, scaraventata a terra e presa a calci da un uomo israeliano nei pressi del Monte Sion, a poca distanza dal Cenacolo e dalla Tomba di Re Davide. Le immagini dell’aggressione, riprese dalle telecamere di sorveglianza e diffuse dai media israeliani, hanno suscitato indignazione internazionale e riacceso il dibattito sull’aumento delle aggressioni contro i cristiani in Israele.

Nel video si vede l’aggressore correre alle spalle della religiosa mentre cammina lungo una strada della Città Vecchia. L’uomo la spinge violentemente facendola cadere a terra, poi torna indietro e la colpisce con alcuni calci mentre è ancora stesa sull’asfalto. Solo l’intervento di alcuni passanti ha evitato conseguenze peggiori. La suora, ricercatrice presso la Scuola Biblica e Archeologica francese di Gerusalemme, ha riportato ferite e contusioni al volto ma non sarebbe in gravi condizioni.

La polizia israeliana ha arrestato un uomo di 36 anni, accusato di aggressione a sfondo razziale. Le autorità hanno assicurato “tolleranza zero” verso episodi di violenza contro membri del clero e minoranze religiose. Anche il ministero degli Esteri israeliano ha definito l’attacco “un atto vergognoso”, sottolineando che esso “contraddice i valori di rispetto, convivenza e libertà religiosa sui quali Israele è fondato”.

L’episodio, però, non viene considerato isolato. Secondo il Religious Freedom Data Center, nei primi tre mesi del 2026 sarebbero stati registrati almeno 31 episodi di molestie, intimidazioni o aggressioni contro cristiani in Israele e a Gerusalemme. Nella maggior parte dei casi si tratta di sputi contro sacerdoti e religiosi, vandalismi contro chiese e monasteri, insulti o minacce, ma cresce la preoccupazione per il passaggio a forme di violenza fisica sempre più esplicite.

Monsignor William Shomali, vicario generale del Patriarcato Latino di Gerusalemme, ha parlato di “un piccolo gruppo ideologico pieno d’odio”, alimentato da estremismo religioso e razzismo. Anche il Patriarcato Latino e diverse organizzazioni cristiane locali denunciano da tempo un clima sempre più ostile nei confronti delle comunità cristiane della Città Santa, soprattutto nelle aree del Monte Sion e della Città Vecchia.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati episodi di vandalismo contro luoghi di culto cristiani, profanazioni di cimiteri, aggressioni verbali a sacerdoti e pellegrini e atti intimidatori da parte di gruppi ultranazionalisti ebraici. Un fenomeno che rischia di aggravare ulteriormente le tensioni religiose in una città già profondamente segnata dal conflitto politico e identitario.

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