AgenPress. Sono molto contenta di essere qui oggi a Baku. Desidero ovviamente ringraziare ancora una volta il Presidente Aliyev e tutto il Governo per l’accoglienza molto calorosa che abbiamo ricevuto e per il dialogo molto proficuo che abbiamo avuto questo pomeriggio. La giornata di oggi ha per me un significativo valore politico per le relazioni tra le nostre Nazioni, perché erano ben 13 anni che un Primo Ministro italiano non veniva in visita ufficiale qui in Azerbaigian. Credo che fosse doveroso colmare questa mancanza, non solamente per l’amicizia che lega le nostre due Nazioni, ma anche perché sono convinta che in questa cooperazione già importante tra Italia e Azerbaigian si possa comunque ancora un importante salto di qualità.
E quindi ringrazio del colloquio molto ampio che abbiamo avuto, nel corso del quale abbiamo deciso di trasformare la nostra collaborazione in una sorta di coordinamento politico permanente, per programmare insieme soprattutto le priorità che ci diamo da qui al futuro. Una scelta che io considero molto significativa soprattutto nel complicato contesto internazionale nel quale noi ci stiamo muovendo.
Però più l’instabilità intorno a noi aumenta e più è importante rafforzare le certezze che abbiamo. E la relazione tra Italia e Azerbaigian è certamente una di queste certezze, ovviamente partendo da uno degli ambiti che da sempre caratterizzano la nostra cooperazione, che è l’ambito energetico. Le forniture di gas e di petrolio verso l’Italia sono state determinanti per la sicurezza energetica della Nazione che ho l’onore di rappresentare fin dall’inizio della guerra d’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina. Chiaramente abbiamo parlato di come consolidare questo rapporto lavorando non solo sui volumi delle forniture ma soprattutto sulla qualità del partenariato industriale lungo tutta quanta la filiera. E noi sappiamo quanto energia e connettività siano facce della stessa medaglia. Noi vogliamo che l’Azerbaigian possa rafforzare il suo ruolo di snodo fondamentale tra Europa e Asia, e che l’Italia possa essere sempre più la porta di accesso privilegiata al mercato europeo. È una visione che chiaramente richiede investimenti, programmi a lungo termine, capacità di mettere insieme le energie migliori dei nostri reciproci sistemi produttivi e industriale, e perché è la ragione per la quale abbiamo programmato di organizzare qui a Baku, nella seconda metà del 2026, un Business Forum per tradurre questa nostra sintonia politica anche in opportunità concrete per le nostre imprese, per i nostri lavoratori.
Sono d’accordo col Presidente sia quando ricorda gli importanti investimenti azeri che abbiamo visto in Italia in questi anni, sia quando richiama alla disponibilità da parte dell’Azerbaigian a maggiori investimenti da parte italiana. Io posso confermare Presidente come abbiamo detto nei nostri colloqui che ci sono molte aziende italiane estremamente interessate a partecipare ai piani strategici, ai piani di sviluppo alla modernizzazione, a 360 gradi, non solo a livello bilaterale ma anche per lavorare insieme nei paesi terzi.
Perché l’energia non è l’unico ambito della nostra cooperazione, ce ne sono molti altri. Un altro ambito decisivo è certamente quello della difesa e della sicurezza. È un ambito sul quale vogliamo approfondire la collaborazione, valorizzando le eccellenze italiane nei settori dell’aerospazio, della sicurezza marittima, della protezione delle infrastrutture critiche, delle tecnologie avanzate. E il modello che proponiamo è quello di una cooperazione tra sistemi industriali, con trasferimento di competenze, con sviluppo congiunto, con una prospettiva di lungo periodo, che possa anche favorire la stabilità regionale, ma che sicuramente leghino i nostri sistemi industriali.
E poi la nostra amicizia è radicata nelle nostre relazioni, nelle relazioni tra le nostre società, nelle nostre relazioni culturali. La recente inaugurazione da parte del Presidente della Repubblica Mattarella qui a Baku della dell’Azerbaijan Diplomatic Academy, l’Università nata in collaborazione con cinque prestigiosi Atenei italiani, ha rappresentato con un momento simbolico questa nostra comune volontà di investire sulla cultura, sulle giovani generazioni, sul rapporto tra i nostri popoli. E le intese che abbiamo firmato oggi, tanto sulla cultura quanto sulla sicurezza alimentare, vanno nella stessa direzione.
Abbiamo, con il Presidente Aliyev, avuto anche uno scambio di vedute sulle principali questioni internazionali a partire ovviamente dalla crisi che coinvolge l’Iran e che tocca tutti noi da vicino. Chiaramente per me è stato molto interessante poter ascoltare il punto di vista del Presidente di una Nazione che confina con Teheran e che condivide una lunga storia comune con l’Iran. Ovviamente rinnoviamo il nostro auspicio affinché questa crisi possa chiudersi nel più breve tempo possibile, ribadito il comune impegno per sostenere ogni iniziativa utile all’obiettivo di riportare stabilità nell’area. Però io voglio anche ringraziare l’Azerbaigian e il Presidente e tutte le autorità azere per come hanno assicurato all’Italia, nelle operazioni necessarie a mettere in salvo i tanti cittadini italiani che si trovavano in pericolo in Iran, che dovevano lasciare il Paese, il loro pieno sostegno, il loro pieno coinvolgimento. Esattamente come
lo ringrazio perché noi abbiamo potuto ricollocare temporaneamente qui a Baku la nostra Ambasciata a Teheran, operare in condizioni di sicurezza, in condizioni di efficienza. È un altro elemento che dimostra la nostra amicizia.
Abbiamo condiviso l’importanza di rafforzare il dialogo tra Azerbaigian e Unione europea. Energia e connettività sono chiaramente due ambiti nei quali l’Europa può e deve giocare un ruolo più incisivo, sostenendo investimenti, favorendo una maggiore integrazione dell’Azerbaigian nelle reti energetiche, nei network dei trasporti internazionali.
Abbiamo affrontato il tema delle relazioni con l’Armenia. Ho ribadito il pieno sostegno dell’Italia a un percorso di normalizzazione che rappresenta chiaramente una svolta storica, anche grazie all’impulso impresso dagli Stati Uniti. Penso che il 2026 possa essere, da questo punto di vista, un anno cruciale, che è anche molto importante per liberare tutto il potenziale di una Regione dinamica come questa.
E poi ovviamente gli sforzi diplomatici, verso una pace giusta e duratura anche in Ucraina, per due Nazioni che hanno offerto, che sono state a fianco del popolo ucraino.
Insomma, tanti i temi che ci uniscono, tanto il lavoro che insieme possiamo fare. Ma – come dicevo e ribadisco chiudendo – noi siamo in un tempo nel quale le certezze sembrano venire meno però, a maggior ragione, quando sembra che le certezze vengano meno, le certezze che hai devi tenerle strette. E questo è sicuramente quello che l’Italia fa con la sua solida partnership con l’Azerbaigian. È una partnership di lungo periodo e che di lungo periodo intende ancora essere.
