AgenPress. Per decenni, il Canada è stato considerato un paese non aggiornato a livello globale in materia di finanziamenti per la difesa e, solo due anni fa, la situazione del reclutamento era così critica che un ex ministro della Difesa aveva avvertito che le forze armate si trovavano in una “spirale discendente”.
Attualmente, l’esercito canadese sta crescendo a un ritmo che non si vedeva da decenni, raggiungendo il numero più alto di reclute degli ultimi 30 anni e potenzialmente invertendo la cronica carenza di personale che ha afflitto le forze armate del paese.
L’incremento registrato negli ultimi due anni si verifica in un momento in cui il mondo è alle prese con importanti conflitti armati e incertezza geopolitica, e mentre il Canada si impegna a stanziare miliardi di dollari in nuovi finanziamenti militari dopo anni di mancato rispetto dei propri obblighi nei confronti della NATO.
Questo fenomeno coincide anche con un’insolita impennata del nazionalismo, emersa da quando il presidente statunitense Donald Trump si è riferito al Canada come al “51° stato”, un’affermazione che molti hanno interpretato come una minaccia alla sovranità del paese da parte del suo vicino più prossimo.
Da quando si è insediato lo scorso anno, Carney ha fatto delle forze armate un punto focale del suo governo, con un piano da lui stesso definito “ambizioso” per modernizzare ed espandere rapidamente le forze armate canadesi.
A marzo, ha annunciato che il Canada aveva ufficialmente raggiunto l’obiettivo NATO di destinare il 2% del PIL alla difesa, per la prima volta dalla fine degli anni ’80, pari a oltre 63 miliardi di dollari canadesi (46 miliardi di dollari statunitensi) in un solo anno. Carney ha inoltre aderito all’impegno NATO di aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del PIL entro il 2035.
