La cerimonia del giuramento dei 275 Commissari dei corsi 113° bis e 114° della Polizia di Stato, svoltasi nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma e organizzata dalla Scuola Superiore di Polizia, si è aperta sotto il segno dei più alti simboli della Repubblica
AgenPress. Partecipare, o vivere in diretta, una cerimonia solenne come il giuramento dei Commissari della Polizia di Stato continua a suscitare emozioni profonde e sempre attuali.
L’ingresso della Bandiera della Scuola Superiore di Polizia, accolto dalle note dell’Inno d’Italia eseguito dalla Banda musicale della Polizia di Stato, ha conferito alla cerimonia una particolare intensità, propria dei momenti più significativi della vita delle Istituzioni.
Attorno ai simboli del Tricolore e dell’Inno nazionale ha preso forma l’intero rito istituzionale del giuramento, culminato nel solenne “Lo giuro” pronunciato dai 275 Commissari davanti alla Bandiera della Repubblica, su richiesta del Direttore della Scuola dopo la lettura della formula ufficiale.
Il coro del “Lo giuro”, pronunciato simultaneamente dai nuovi Commissari, ha restituito con immediatezza il senso più autentico dell’appartenenza alla Repubblica e del servizio allo Stato.
Sono momenti che toccano le corde più profonde di chi riconosce nei valori costituzionali e nei simboli della Repubblica il fondamento della propria identità civile e istituzionale, rendendo tangibile il legame tra cittadini, Stato e Costituzione.
Dopo l’indirizzo di saluto del Direttore della Scuola Superiore di Polizia, Mario Viola, e del Commissario capo corso, sono intervenuti il Capo della Polizia, prefetto Vittorio Pisani, e il Ministro dell’Interno, prefetto Matteo Piantedosi, che hanno richiamato i valori del servizio, della responsabilità, dell’equilibrio e della passione che dovranno accompagnare i nuovi funzionari nell’esercizio delle loro delicate funzioni.
Particolarmente significativo il richiamo del Capo della Polizia alla figura del funzionario quale “semplice cittadino al servizio dei cittadini”, chiamato ad applicare la legge nel rispetto della dignità della persona e dei principi di uguaglianza e legalità che costituiscono il fondamento della convivenza democratica.
Il momento conclusivo della cerimonia è stato rappresentato dalla consegna della Sciarpa Tricolore, prerogativa dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, che i nuovi Commissari hanno ricevuto dalle mani del Ministro dell’Interno, del Capo della Polizia e del Direttore della Scuola.
Si tratta di un gesto dal profondo significato istituzionale e simbolico. La Sciarpa Tricolore non è un semplice elemento distintivo dell’uniforme, ma la visibile espressione dell’Autorità dello Stato affidata ai Funzionari della Polizia di Stato.
Per i Funzionari di Polizia il Tricolore assume un significato ancora più profondo: è il simbolo della Nazione che sono chiamati a servire e a tutelare, riferimento costante che accompagna il loro percorso professionale dal giuramento fino all’esercizio quotidiano delle responsabilità di Autorità di Pubblica Sicurezza.
La consegna della Sciarpa Tricolore richiama una tradizione che affonda le proprie radici nel 1848 e che trova ancora oggi pieno fondamento nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Essa conferisce solennità agli atti del Funzionario e rende immediatamente riconoscibile la funzione esercitata in nome della legge e dello Stato.
Le responsabilità e le potestà che la Sciarpa Tricolore sintetizza evocano una missione essenziale: garantire il sereno ed ordinato svolgimento della convivenza civile, tutelare i diritti e le libertà dei cittadini, assicurare il rispetto delle leggi e la salvaguardia delle Istituzioni democratiche.
Non è casuale che una cerimonia così significativa si apra con il Tricolore e con l’Inno nazionale e si concluda con la consegna della Sciarpa Tricolore. In questi simboli si riassume il senso più autentico del servizio alla Repubblica: fedeltà alla Costituzione, rispetto delle Istituzioni e impegno quotidiano al servizio della comunità nazionale.
In questa cornice, l’incontro tra la Bandiera e l’Inno nazionale assume un valore ancora più profondo. La Bandiera è già pienamente riconosciuta e tutelata dalla Costituzione, mentre l’Inno nazionale attende il completamento del proprio percorso di riconoscimento nell’ambito dell’evoluzione legislativa delineata dall’Atto Senato n. 1901 – “Modifiche all’articolo 12 della Costituzione sul riconoscimento dell’Inno nazionale”, presentato il 13 maggio 2026 e assegnato l’11 giugno 2026 alla 1ª Commissione permanente (Affari costituzionali) del Senato. Un’iniziativa fortemente sostenuta e promossa dalla Fondazione Insigniti OMRI.
È in questa continuità ideale tra simboli e istituzioni che si coglie il senso più autentico della cerimonia e del servizio alla Repubblica.
Ai 275 nuovi Commissari della Polizia di Stato la Fondazione Insigniti OMRI rivolge il proprio augurio di buon servizio, nella consapevolezza che l’onore di rappresentare lo Stato coincide sempre con la responsabilità di servirlo con equilibrio, competenza, umanità e spirito di sacrificio.
Lo scrive il prefetto Francesco Tagliente sul sito della Fondazione Indigniti OMRI.
